Consumo di suolo cresce senza sosta: ogni ora 10.000 metri quadrati

I dati di Ispra. 9,6 miliardi di danni. Lombardia, Veneto e Campania in vetta al consumo di suolo, anche grazie alla diffusione del fotovoltaico a terra.

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Consumo di suolo Fototeca UE impianto fotovoltaico FV
Fotovoltaico a terra: nuovo motore del consumo di suolo.

Il consumo di suolo si allarga senza sosta in Italia che cresce ogni anno, mentre sono sempre troppo poche le aree che vengono restituite alla natura. Nel 2024 in Italia sono stati coperti da nuove superfici artificiali quasi 84 chilometri quadrati, il 16% in più rispetto all’anno precedente, oltre 78 chilometri quadrati di consumo netto, il valore più alto dell’ultimo decennio.

Ogni ora si perde una porzione di suolo pari a circa 10.000 metri quadrati, pari ad un ettaro, come se dal mosaico del territorio venisse staccato un tassello dopo l’altro. E secondo i dati dell’ultimo Rapporto SNPA dell’Ispra, solo 5,2 i chilometri quadrati restituiti alla natura nel 2024.

I danni economici derivanti dalla perdita di servizi ecosistemici a causa del consumo di suolo, «sono di 9,6 miliardi di euro l’anno, mezzo miliardo in più rispetto all’anno precedente» spiega Carlo Munafò, responsabile del Rapporto.

Il territorio viene ricoperto nelle città, sulle coste nel fondo valle, nelle campagne con un boom nell’ultimo anno – da 420 ettari del 2023 a oltre 1.700 ettari del 2024 – per le coperture da pannelli fotovoltaici installati a terra invece di utilizzare tetti di capannoni o di parcheggi.

Le regioni dove orami è stato consumato più del 5% del territorio sono 15, con massimi in Lombardia (12,22%), Veneto (11,86%) e Campania (10,61%). Il maggiore consumo di suolo annuale si osserva in Emilia Romagna, che, con poco più di 1.000 ettari consumati (86% di tipo reversibile), è la regione con i valori più alti sia per le perdite sia per gli interventi di recupero, in Lombardia (834 ettari), Puglia (818 ettari), Sicilia (799 ettari) e Lazio (785 ettari). La crescita percentuale maggiore dell’ultimo anno è avvenuta in Sardegna (+0,83%), Abruzzo (+0,59%), Lazio (+0,56%) e Puglia (+0,52%). La Liguria (28 ettari) e il Molise (49 ettari) sono le uniche regioni, insieme alla Valle d’Aosta, con un consumo al di sotto di 50 ettari.

Diminuisce la disponibilità di verde in città: il 2024 registra una perdita ulteriore di oltre 3.750 ettari di aree naturali. In crescita il consumo di suolo nelle aree protette, 81 ettari in più. Tra le regioni che destinano più territorio al fotovoltaico spiccano Lazio (443 ettari), Sardegna (293 ettari) e Sicilia (272 ettari): dal 2006 a oggi, le coperture artificiali raggiungono un totale di oltre 6.000 ettari.

Il rapporto però indica anche casi virtuosi e percorsi per il recupero come quello dell’Emilia Romagna, che ripristina durante nel 2024 143 ettari di suolo, grazie soprattutto alla rinaturalizzazione di cave dismesse e alla chiusura di cantieri legati alla realizzazione di metanodotti e di altre opere.

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