Un maggiore utilizzo delle biomasse legnose nel mix energetico nazionale potrebbe essere un vantaggio per tutto il sistema paese. Intervenendo a margine dell’evento “Sovranità energetica e competitività dalle biomasse al nucleare di nuova generazione”, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha delineato lo scenario di un Paese che oggi consuma tra i 310 e i 315 miliardi di kilowattora a fronte di una produzione interna di circa 260 miliardi, con un fabbisogno destinato a crescere di ulteriori 100-150 miliardi di kilowattora nei prossimi 10-15 anni per effetto di data center, efficientamento degli edifici ed elettrificazione industriale. Da qui la necessità, indicata dal ministro, di integrare il mix energetico nazionale anche con il nucleare, in affiancamento alle rinnovabili, oltre al rilancio della produzione nazionale di energie fossili, la cui effettiva disponibilità potrebbe essere anche decisamente maggiore di quanto finora stimato, visto che le ultime ricerche ormai risalgono a quasi vent’anni fa. Per non dire della geotermia, autentica cenerentola energetica per i suoi impieghi a bassa temperatura specie nella climatizzazione, senza trascurare quella ad alta temperatura per produrre energia elettrica tramite gruppi turbogeneratori a vapore di cui l’Italia è stata antisignana oltre 100 anni fa a Lardarello in Toscana.
AIEL–Associazione Italiana Energia dal Legno condivide la lettura del ministro sulla necessità di rafforzare la sovranità energetica del Paese e di diversificare le fonti, ma richiama l’attenzione su una leva già disponibile, spesso sottovalutata nel dibattito pubblico: le rinnovabili termiche, e in particolare le biomasse legnose.
«Il tema posto dal ministro Pichetto Fratin è reale e va affrontato con serietà – dichiara il presidente di AIEL, Marco Bussone -. Ma la strada per colmare il divario tra domanda e offerta di energia non passa solo dalla produzione di nuovi kilowattora elettrici: passa anche dal ridurre la quota di fabbisogno che grava sul sistema elettrico. Le biomasse legnose, insieme alle altre fonti rinnovabili termiche, possono affiancare e sostenere il percorso di elettrificazione, assorbendo direttamente una parte dei consumi per riscaldamento e processi produttivi che altrimenti finirebbero per pesare sulla rete elettrica nazionale».
Un contributo, sottolinea Bussone, che non è soltanto energetico: la filiera legno-energia genera infatti ricadute economiche e sociali significative nei territori in cui si sviluppa, sostenendo la gestione attiva e la manutenzione del patrimonio forestale, filiere corte di approvvigionamento e occupazione diffusa nelle aree interne e montane del Paese, spesso ai margini delle grandi infrastrutture energetiche. Oltre a una riduzione significativa del contesto in cui si possono sviluppare incendi e malattie delle piante, come da ultimo la diffusione del bostrico.
«Un mix energetico realmente sovrano ed efficiente – conclude Bussone – non può prescindere da un utilizzo più consapevole delle biomasse legnose, accanto alle altre fonti rinnovabili e alle tecnologie in discussione come il nucleare di nuova generazione. AIEL è pronta a mettere a disposizione del Governo e del Parlamento i dati e le competenze della filiera per contribuire a costruire una strategia energetica che sia equilibrata, sostenibile e capace di generare valore nei territori».
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