Proseguire sulla traiettoria del “Green deal”, ma con gli incentivi giusti per rafforzare l’economia circolare, come quella del recupero e riciclaggio dell’olio minerale esausto. La stretta di Bruxelles volta ad abbassare drasticamente i limiti di policlorobifenili (Pcb) negli oli rigenerati volto, nelle intenzioni del legislatore europeo, per alzare il livello di tutela ambientale rischia di produrre l’effetto opposto: comprimere il riciclo e spingere verso la combustione.
«Se abbiamo una soglia molto alta per bruciare e una molto stringente per riciclare, stiamo facendo una strada in discesa per la combustione» ha osservato il presidente del Consorzio nazionale degli oli minerali usati, Riccardo Piunti, sottolineando l’importanza di «favorire il riciclo» e ricordando che «l’Italia è un’eccellenza europea, con oltre il 98% del recupero e riciclaggio dell’olio minerale esausto». A tutto vantaggio anche delle minori importazioni di lubrificanti vergini.
Da qui la proposta politica: introdurre a livello Ue un tasso minimo obbligatorio di rigenerazione degli olii usati. Non solo limiti sulle sostanze, ma anche obiettivi vincolanti sulla quantità di materia recuperata, per evitare distorsioni e rendere effettiva la gerarchia dei rifiuti.
«Se vogliamo davvero privilegiare il riciclo, dobbiamo dirlo anche nei numeri, non solo nei principi» sottolinea Piunti che chiede anche una fase di transizione prima di arrivare alla stretta. «La strategia intelligente non è schiacciare un bottone e dire da domani basta, ma dare un tempo adeguato», anche alla luce di limiti che, allo stato attuale, «sono difficili perfino da misurare con precisione».
«Il legislatore ha un compito complesso, deve regolare un settore in continua evoluzione senza compromettere ciò che già funziona – ha evidenziato l’eurodeputata del Pd, Annalisa Corrado, in attesa di una risposta all’interrogazione presentata all’esecutivo di Ursula von der Leyen -. Dobbiamo fare in modo che, nel tutelare un principio, non si affossi un’eccellenza che a quel principio già risponde».
Sulla stessa linea l’eurodeputata di Avs, Cristina Guarda, che ha messo in guardia da effetti controintuitivi: «dobbiamo evitare che una norma perfetta sulla carta spinga fuori dal riciclo una parte dell’olio e lo mandi in combustione: sarebbe un doppio fallimento».
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