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Pasqua di rincari, dalle uova ai biglietti aerei

Prezzi in volo e consumatori fanno di conto sugli aumenti.

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Pasqua di rincari

Quella del 2026 sarà l’ennesima Pasqua di rincari, dai trasporti alle uova di cioccolato, con la possibilità di ulteriori fiammate di prezzi per l’attacco degli Usa all’Iran. Le associazioni di consumatori calcolano gli aumenti per le prossime feste e il quadro è decisamente preoccupante, al netto di nuovi, pesanti, rincari per i carburanti, dove il governo Meloni continua a cincischiare con il doveroso taglio delle accise, uno dei cavalli di battaglia della stessa Meloni alle Politiche 2022 per conquistare la vittoria elettorale.

Si registrano già aumenti a due cifre per le uova di Pasqua nonostante i prezzi internazionali della cioccolata siano in calo: «nei supermercati e nei negozi alimentari, al netto di offerte e promozioni, si registrano ritocchi al rialzo rispetto allo scorso anno che vanno dal +6% fino a raggiungere per alcuni marchi il +10%. – spiega il Codacons -. Al chilo il prezzo di un uovo di cioccolato di marca industriale può arrivare a superare nel 2026 ai 77 euro, contro i 70 euro dello scorso anno. A seconda delle dimensioni, della marca e della linea prescelta (se per adulti o per bambini), il costo di un uovo di cioccolato venduto nelle catene della grande distribuzione va dai 7 fino ai 22 euro. Per quelle artigianali il prezzo medio varia tra i 30 e i 40 euro, mentre per le uova gourmet si arriva a superare anche i 100 euro a pezzo».

La Pasqua di rincari è più leggera per le colombe: «per quelle classiche i rincari rispetto allo scorso anno si attestano attorno al +3%, con i prezzi medi di quelle industriali che variano tra 5,40 e 15,90 euro. Quelle farcite invece costano di più: tra 8,50 e 19,90 euro. Un giro d’affari quello delle uova di Pasqua e delle colombe che vale in Italia oltre 600 milioni di euro annui».

Per il Codacons «gli aumenti delle classiche uova al cioccolato si registrano nonostante le quotazioni del cacao siano sensibilmente diminuite a circa 3.300 dollari la tonnellata contro il record di 12.000 dollari di fine 2024 ma uova e prodotti dolciari a base di cioccolato venduti oggi nei negozi sono stati realizzati col cacao acquistato in precedenza dalle industrie alimentari a prezzi sensibilmente più alti rispetto a quelli odierni, e i produttori devono ancora smaltire le quantità di materia prima acquisite durante le quotazioni record: per questo motivo, nonostante il tonfo del cacao, i listini al dettaglio delle uova di Pasqua non hanno registrato alcuna diminuzione».

Non va meglio per i trasporti: «nonostante manchino ancora 20 giorni alla Pasqua, i prezzi dei voli risultano già molto elevati al punto che partendo venerdì 3 aprile e tornando martedì 7 aprile, la spesa minima parte da 418 euro per la tratta Genova-Catania, 343 euro per andare da Milano a Crotone, 324 euro da Roma a Reggio Calabria (308 euro se si parte da Milano). – spiega Assoutenti -. Servono più di 320 euro per volare nelle stesse date verso Catania partendo da Torino, Firenze e Ancona. Tra i prezzi più alti anche la tratta Napoli-Olbia (310 euro), Verona-Catania (297 euro), Milano-Brindisi (296 euro), Milano-Catania (290 euro), Verona-Palermo (282 euro), Bologna-Reggio Calabria (281 euro)». Prezzi che oltretutto non includono servizi aggiuntivi come il bagaglio a mano o la scelta del posto a sedere.

La Pasqua di rincari non va meglio sul fronte dei treni: «un viaggio di sola andata (3 aprile) su un treno alta velocità, acquistandolo oggi, costa almeno 185 euro per andare con Italo da Torino a Reggio Calabria, 175 euro partendo da Milano. Con Trenitalia servono 120 euro da Milano a Lecce, 116 euro da Torino a Bari, 96 euro da Venezia a Lecce, 92 euro da Genova a Salerno».

Per Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, «si tratta di tariffe destinate a salire ulteriormente nei prossimi giorni come effetto della maggiore domanda da parte dei cittadini che vogliono tornare a casa durante le feste, ma su viaggi e spostamenti in aereo degli italiani incombe anche un’altra minaccia: i rincari dei carburanti e le perdite subite dalle compagnie aeree negli ultimi giorni a causa della chiusura degli spazi aerei rischiano di essere a breve trasferiti sulle tariffe praticate ai consumatorii».

E in agguato c’è il flop per l’avvio della stagione turistica 2026 con i ponti di primavera a rischio del caro carburante.

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