Nei Paesi Ocse oltre 30 nazioni hanno partecipato all’Indagine Ocse Pisa 2026 sulle capacità di apprendimento degli studenti: rispetto al 2022 il rapporto evidenzia un calo rilevante degli esiti.
«Sono pochissimi i Paesi che a livello internazionale evidenziano dei miglioramenti, quasi tutti nell’Estremo Oriente – spiega il presidente di Invalsi, Roberto Ricci – e non sono tanti coloro che hanno mantenuto i loro risultati in tutti e tre gli ambiti. L’Italia è tra questi, si colloca in questo sparuto gruppo di Paesi. In generale, in scienze e matematica l’Italia è nella media Ocse, per lettura è sopra la media Ocse.
I Paesi si raggruppano in tre parti: quelli che hanno risultati superiori con media Ocse, in linea, e con esiti più bassi. I paesi che tra il 2025 e il 2022 sono migliorati, sono solo tre: Regno Unito, Turchia e Repubblica slovacca. C’è poi un folto gruppo di Paesi nella media Ocse e tra questi c’è l’Italia. Infine Slovenia, Spagna, Lettonia ed altri che hanno risultati significativamente più bassi rispetto al 2022.
L’Italia si colloca tra quelli con un buon indicatore di equità, il paese non evidenzia differenze tra scuole e indirizzi particolarmente forti. «Nelle scienze dobbiamo continuare a investire sui bravi e su coloro che hanno risultati alti perché sono in misura minore rispetto alla media Ocse: il 4% contro il 7%», ha proseguito Ricci. L’indagine mostra che nelle Scienze l’11% dell’esito di una prova dipende dal contesto socio economico ma «la nostra scuola mostra una capacità perequativa buona»
Il rapporto Ocse-Pisa che misura gli studenti tra i 15 e i 16 anni d’età che abbiano acquisito conoscenze e abilità essenziali per la piena partecipazione alla vita economica e sociale, evidenzia «una situazione di solidità per il nostro sistema di istruzione, che supera significativamente per la prima volta la media Ocse in comprensione dei testi scritti (lettura) e la supera pure in matematica come anche in scienze, dove le competenze migliorano rispetto ai dati del 2022. In scienze, ambito principale di Pisa 2025, gli studenti italiani raggiungono 483 punti, con la media Ocse pari a 482».
Di particolare importanza il risultato dell’Italia in lettura: gli studenti italiani raggiungono i 474 punti, rispetto ai 461 della media Ocse. «Per la prima volta ci collochiamo significativamente al di sopra della media internazionale. Il punteggio medio italiano è superiore a quello della Finlandia, sistema che ha rappresentato a lungo uno dei principali riferimenti internazionali in questo ambito» commenta il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. In matematica raggiungiamo risultati migliori di Francia, Germania, Usa e Svezia. Il punteggio italiano è pari a 468 punti, a fronte di una media Ocse di 463. Anche la quota di studenti che ottiene almeno il livello di base è leggermente superiore a quella Ocse.
Rispetto al 2015, sia l’Italia sia la media Ocse perdono ben 24 punti in matematica. Gli studenti italiani mostrano inoltre di essere indietro nelle competenze digitali, il cosiddetto “computational problem solving”. Il tipo di scuola resta uno dei principali fattori di differenziazione dei risultati. Nei licei solo il 17% degli studenti non raggiunge il livello base in matematica, mentre la quota cresce sensibilmente negli altri percorsi e arriva al 69% negli istituti professionali e al 65% nella formazione professionale.
Ad essere sopra la media in Italia è anche il tempo trascorso dagli studenti su dispositivi digitali: in media due ore al giorno (la media Ocse è 1,7). Una quota non trascurabile di questo uso nei giorni di scuola è però dedicata ad attività non didattiche: gli studenti in Italia hanno dichiarato di dedicare 1,5 ore al giorno all’uso di dispositivi digitali a scuola per svago, contro la media Ocse di 1,1 ore. Non solo: in Italia, il 37% degli studenti ha riferito che i propri compagni sono spesso distratti dall’uso di dispositivi digitali durante la maggior parte o tutte le lezioni di scienze (media Ocse: 28%).
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