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Rapporto sulla povertà di Caritas: le persone in stato di bisogno crescono, specie al Nord

«Mai assistite così tante famiglie. Servono misure di contrasto». Grimoldi: «esplode la povertà al Nord, +62%, ma le risorse vanno sempre al Sud».

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Esplode la povertà in Italia, soprattutto al Nord, che interessa anche coloro che un lavoro lo hanno, ma con scarsa redditività: secondo il rapporto sulla povertà di Caritas in Italia che segnala come Caritas non abbia mai assistito così tante famiglie nella Penisola.

«Nel 2025 – si legge nel dossier appena presentato – la rete Caritas in Italia ha accompagnato 282.539 persone, numero che corrisponde ad altrettanti nuclei familiari poiché l’intervento mira sempre a rispondere ai bisogni dell’intero nucleo. Si tratta del valore più elevato mai registrato. Rispetto al 2024 si segnala una crescita del +1,7%».

I dati provengono da 3.520 servizi informatizzati distribuiti in 206 diocesi italiane (pari al 94,5% del totale), presenti in tutte le 16 regioni ecclesiastiche d’Italia e corrispondenti a circa la metà dei servizi Caritas. «La povertà – sottolinea quindi il rapporto – tende sempre più a perdere il carattere dell’eccezionalità e della temporaneità, assumendo i contorni di una “strutturale normalità”, visto che oltre un quarto degli assistiti è seguito da almeno cinque anni. Non si registrano flessioni rispetto al periodo precedente alla pandemia, a conferma di una povertà che tende a radicarsi e a diventare condizione stabile nella vita di molte famiglie».

Tra le tendenze più significative, emerge l’aumento della componente anziana. In dieci anni il numero degli “ultra 65” incontrati dalla rete Caritas è cresciuto del 191%, a fronte di una crescita complessiva dell’utenza pari al 48%. È un dato che richiama l’attenzione su un intreccio sempre più stretto tra povertà economica, invecchiamento, fragilità sanitaria, indebolimento delle reti familiari e isolamento sociale.

Accanto all’invecchiamento, cresce infatti anche la solitudine. Le persone sole sono passate, nello stesso arco temporale, da un’incidenza del 23,8% al 32,9%. Il rapporto sulla povertà di Caritas evidenzia inoltre il rafforzarsi dei bisogni sanitari (+69%), compresi quelli di natura psicologica, e la presenza sempre più rilevante dei lavoratori poveri, condizione che assume particolare rilievo nelle fasce centrali di età, raggiungendo il 31,7% tra i 35-44enni e il 31% tra i 45-54enni. Si tratta di persone che, pur avendo un’occupazione, non riescono a sottrarsi a situazioni di vulnerabilità economica e sociale (nel 2015 questo fenomeno si attestava al 13,3%).

La povertà è un fenomeno che le politiche di welfare degli ultimi governi della Repubblica non riescono a contrastare, e che rischia di peggiorate, considerato che l’inflazione 2026 nell’area euro si attesterà almeno al 3,1%. La maggior parte di chi si è rivolto alla Caritas, il 78%, lo fa per carenza di reddito, tanto che l’Isee medio è inferiore ai 5.000 euro. Quasi la metà di chi si rivolge alla Caritas è disoccupata, ma addirittura il 24% ha un lavoro che non permette di arrivare in modo dignitoso a fine mese.

L’aumento più significativo degli assistiti si osserva nel Nord Italia (+61,8%). Il Nord non solo concentra la quota più elevata di persone accompagnate dalla rete Caritas, ma presenta anche il più alto numero medio di assistiti per servizio, con quasi 100 utenti per centro. I valori raggiungono livelli particolarmente elevati in Liguria (150 assistiti per struttura) e nell’area Piemonte-Valle d’Aosta (106). Nel Centro e nel Mezzogiorno il carico medio per servizio risulta invece più contenuto, attestandosi rispettivamente a 65,5 e 72,8 utenti.

Da non sottovalutare nemmeno la condizione di tante famiglie, di sovente monogenitoriali, che sono i soggetti che chiedono più spesso aiuto: il 52% ha figli minori, pari a 147.000 nuclei.

Emergono poi le povertà legate alla casa che coinvolge il 34,9% delle persone seguite (era il 33% nel 2024): il 23,1% vive condizioni di grave esclusione abitativa (senza casa, senza tetto o in sistemazioni di emergenza), mentre l’11,8% fatica a sostenere i costi dell’abitazione tra affitti, utenze e spese domestiche.

I dati relativi alla crescita molto accentuata della povertà al Nord ha suscitato la reazione di “Patto per il Nord”: «viviamo un paradosso non più accettabile. Dopo l’Istat, anche la Caritas registra l’esplosione della povertà al Nord, addirittura maggiore che al Sud, eppure il Nord continua a finanziare il Sud ogni anno con 100 miliardi di residuo fiscale. E’ una cifra insostenibile, perché noi avremmo tutte le risorse per venire incontro alle persone bisognose dei nostri territori, ma non possiamo farlo perché lo Stato centrale e centralista ce lo impedisce – afferma il segretario federale, Paolo Grimoldi -. Il Nord produce ricchezza, ma, pagando troppe tasse, i suoi cittadini sono poveri. E’ una contraddizione che “Patto per il Nordintende sanare quando sarà al Governo. E che probabilmente è uno dei fattori che sta determinando il fallimento della politica della Salvini Premier e del suo leader Matteo Salvini».

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