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Tav Torino-Lione, pronta la prima fresa per scavare il tunnel di base in Italia

Bufalini (Telt): «l'opera porta un'innovazione straordinaria nella mobilità alpina».

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Tav Torino-Lione

La prima delle due maxi-frese destinate al versante italiano del tunnel di base del Moncenisio, cuore della futura linea ferroviaria merci e passeggeri Tav Torino-Lione, è stata consegnata ufficialmente nello stabilimento Herrenknecht in Germania, l’ultimo impianto europeo attivo in questo settore, dov’è stata costruita per il raggruppamento di imprese Uxt (Itinera, Ghella e Spie Batignolles).

La fresa è destinata a Chiomonte, in Val di Susa, nel Torinese, per realizzare la seconda discenderia, prima di scavare la galleria sud del tunnel. Qui c’è il principale cantiere italiano della sezione transfrontaliera e, al picco delle attività, è previsto l’impiego di circa 700 persone, mille su tutti i cantieri italiani dell’opera. A regime nei prossimi anni, saranno sette le frese per compiere il 75% degli scavi del tunnel.

La sezione transfrontaliera della Tav Torino-Lione è di 65 chilometri, tra Susa e Saint-Jean-de-Maurienne. Nella sua totalità l’infrastruttura sarà composta da due tunnel ferroviari paralleli, quattro discenderie, da cui ora si scende per scavare, e 204 by-pass di sicurezza. Al 28 febbraio 2026 sono stati scavati oltre 47 chilometri di gallerie, di cui oltre 20 di tunnel di base, circa il 29% dei 164 chilometri previsti.

Alla cerimonia di consegna della fresa, lunga 235 metri, hanno partecipato per Telt (Tunnel Euralpin Lyon Turin), la società che ha l’obiettivo di realizzare l’opera e di gestirla per 99 anni, il presidente Daniel Bursaux e il direttore generale Maurizio Bufalini. Da remoto il vicepresidente del Consiglio e ministro dei Trasporti e delle infrastrutture italiano, Matteo Salvini, e il ministro dei Trasporti francese, Philippe Tabarot.

«È un progetto che porta un’innovazione straordinaria, con le imprese più importanti del mondo – sottolinea Bufalini -. Alla fine del 2026, sui cantieri ci saranno altre tre frese: una in Italia, quella ricevuta oggi in consegna, e due in Francia. Quella per l’Italia sarà smontata, trasportata e rimontata a Chiomonte, dove scaverà dal 2027. Da allora al 2028 lo scavo meccanizzato raggiungerà il suo picco. Scaviamo sotto oltre 2.000 metri di roccia, che pesa 3,5 tonnellate al metro cubo – sottolinea il direttore di Telt -. Oggi sono al lavoro circa 3.300 persone e diventeranno 4.000 in un anno e mezzo».

«Per ogni fresa – spiega Bufalini – si parte dalla concezione, viene ordinata e arriva dopo un anno». Quella per l’Italia «verrà portata a Chiomonte da centinaia di camion. La testa ha un diametro di oltre 10 metri e il cuscinetto è fuori misura per tutte le strade d’Europa». Sarà l’unica che inizierà lo scavo dal piazzale esterno, mentre per le altre è stata creata una caverna di montaggio nella montagna.

La fresa ha una lunghezza complessiva di 235 metri ed è composta da una testa dal diametro di 10,16 metri e da uno scudo esterno che protegge il personale e la macchina durante lo scavo, permettendo di installare in sicurezza i conci prefabbricati che compongono il rivestimento della galleria. La “Tbm” (tunnel boaring machine) è dotata di 13 motori capaci di generare una potenza totale di 4.550 kW e avanzerà di circa 10 metri al giorno per mezzo di cilindri idraulici che spingono la testa in avanzamento nello scavo che poi viene armato automaticamente con i conci di calcestruzzo a creare un arco circolare autoportante.

Per William Masi, Area Manager di Itinera e presidente UXT, «la consegna di questa “Tbm” rappresenta una tappa fondamentale per l’avvio delle attività di scavo sul versante italiano del tunnel di base della Tav Torino-Lione. Per il raggruppamento UXT è motivo di grande orgoglio poter contribuire alla realizzazione di un’infrastruttura strategica per l’Europa, mettendo in campo competenze ingegneristiche, tecnologie avanzate e una collaborazione internazionale che sarà decisiva per affrontare una sfida costruttiva di questa portata».

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