Circa 9.500 miliardi di asset gestiti in Europa: a tanto ammonta il peso delle assicurazioni in Europa e in Italia l’assicurazione vita rappresenta il 13% delle attività finanziarie delle famiglie.
A rimarcare ruolo e peso del comparto è il presidente di Ania, l’associazione delle assicurazioni attive in Italia, Giovanni Liverani, che aprendo i lavori del convegno “The saving and investments union” sottolinea la necessità a livello europeo di «facilitazioni fiscali e regolatorie che stimolino il ricorso a coperture assicurative mirate» perché questo è «un motore per la crescita di risparmio aggiuntivo» utile a finanziare gli investimenti infrastrutturali europei.
Auspicando il successo di priorità come l’Unione del risparmio e degli investimenti, tema centrale del convegno, Liverani non ha mancato di osservare come le prime iniziative europee non abbiano ancora «pienamente riconosciuto il nostro valore e il nostro potenziale». In quest’ottica, il presidente di Ania esprime «sorpresa e rammarico» per il fatto che la Raccomandazione sui “savings and investment accounts” (Sia) «non riconosca esplicitamente un ruolo all’assicurazione, né come fornitore né come prodotto di investimento».
L’appello per avere «una maggiore integrazione del quadro di vigilanza europeo» arriva invece dal presidente dell’Ivass, Luigi Federico Signorini, che ricorda come «la mancanza di un sistema coeso di tutela dei consumatori» si avverta «in modo particolarmente acuto».
«Senza una piena armonizzazione delle pratiche – sottolinea Signorini – si crea una certa tensione tra la libertà di fornire servizi in diversi Stati membri e il principio secondo cui la responsabilità di vigilanza ricade esclusivamente sul Paese d’origine».
Nel corso dei lavori hanno trovato spazio anche le misure contenute nella manovra 2026 riguardanti il comparto assicurativo. Nella «manovra ho cercato di fare in modo che né le assicurazioni né le banche fossero considerate “mucche da mungere” o i peggiori nemici della società ai quali bisognava estorcere soldi», ha spiegato il ministro degli Esteri e vicepremier, il forzista Antonio Tajani, secondo cui il rischio è quello di «spaventare i mercati e far fuggire gli investitori» dal Paese. Quanto al contributo chiesto «non ci tiriamo certamente indietro – afferma Liverani -, purché la richiesta sia proporzionata, equa e ragionevole». Per il presidente di Ania occorre «valorizzare l’assicurazione e “usare” questo strumento potentissimo anziché “attingere“».
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