Home Economia Assoporti: in Italia traffici oltre 510 milioni di tonnellate nel 2025

Assoporti: in Italia traffici oltre 510 milioni di tonnellate nel 2025

Crescita per container e Ro-Ro. Nello stretto di Hormuz ferme merci per un valore di 23,7 miliardi dollari. Federalimentare: «rischio stagflazione».

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assoporti rapporto SRM Trasporto marittimo mondiale

Quasi 1.000 navi risultano ferme nel Golfo Persico, per un valore stimato di 23,7 miliardi di dollari di merci trasportate, con impatti sulle catene globali di approvvigionamento, in primis l’agroalimentare: a fare il punto sulla logistica congelata dopo la chiusura del traffico marittimo nello stretto di Hormuz è il rapportoPort Infographics” realizzato da Assoporti e Srm (Centro studi che fa capo al gruppo Intesa Sanpaolo) che ha analizzato anche l’attività dei porti italiani.

Lo Stretto di Hormuz movimenta il 37% del petrolio mondiale via mare e il 28% del Gpl globale e il 25% dei fertilizzanti: le tensioni nell’area hanno provocato un calo dell’89% dei transiti giornalieri in pochi mesi, rileva l’analisi di Assoporti e Srm nel sottolineare che le deviazioni delle rotte, ad esempio via Capo di Buona Speranza per evitare il passaggio d’ingresso al mar Rosso controllato dai ribelli Houti sobillati dall’Iran comportano un aumento fino a 20 giorni di navigazione aggiuntivi e rincari significativi dei costi.

Per l’Onu il persistente blocco dei carichi di fertilizzanti nello Stretto di Hormuz rischia di causare entro «qualche settimana una grave crisi umanitaria». Una situazione che, secondo gli operatori dell’alimentare, rischia di scaricarsi sulle campagne europee e sui listini dei beni agroalimentari con una nuova ondata di rincari, speculazioni e instabilità.

«Queste tensioni, con ricadute su energia, imballaggi e approvvigionamento di alcune materie prime strategiche come i fertilizzanti, stanno incidendo negativamente su tutta la catena del valore agroalimentare» avverte il presidente di Federalimentare, Paolo Mascarino, prefigurando il rischio di stagflazione per l’Italia se il conflitto in Iran continuerà. Per il presidente dell’industria alimentare «ci vorranno molti mesi per tornare a una normalizzazione dei prezzi e degli approvvigionamenti».

La Fao avverte che, se la crisi dovesse persistere, i prezzi globali dei fertilizzanti potrebbero restare superiori del 15-20% anche nella seconda metà 2026. Per gli agricoltori italiani ed europei questo si potrebbe tradurre in una scelta dolorosa: ridurre le dosi di fertilizzante (con rese inferiori) o assorbire i costi (con rischio di insolvenza).

I porti italiani confermano la loro competitività nel 2025, in un contesto internazionale complesso e segnato dalle tensioni sulle rotte globali afferma lo studio di Assoporti e Srm. I porti nazionali hanno superato i 510 milioni di tonnellate di merci movimentate, con un incremento del +3,5% rispetto al 2024. In forte crescita il traffico container, che aumenta del 7,2% raggiungendo quasi 13 milioni di Teu.

Positiva in Italia anche la dinamica delle rinfuse solide (+7,1%) e delle rinfuse liquide (+1,8%). Il compartoRo-Rocontinua a espandersi, superando i 122 milioni di tonnellate e rafforzando il ruolo dell’Italia nei collegamenti marittimi del Mediterraneo a supporto delle supply chain europee. Infine aumenta il traffico passeggeri raggiungendo 75 milioni di viaggiatori, di cui oltre 14 milioni di crocieristi.

Nel 2025 il trasporto marittimo mondiale ha raggiunto quota 13 miliardi di tonnellate movimentate, confermando il ruolo centrale dello shipping nell’economia globale. Il 74% delle merci trasportate via mare nel mondo è costituito da rinfuse liquide e solide, pari a oltre 9 miliardi di tonnellate di commodity strategiche. Le rinfuse liquide rappresentano il 37% delle merci movimentate nei porti Ue, mentre le solide incidono per il 20%».

«Il quadro che emerge conferma la solidità del sistema portuale italiano in un contesto internazionale estremamente complesso – afferma il presidente di Assoporti, Roberto Petri -. Nel 2025 i nostri porti hanno superato 500 milioni di tonnellate di merci movimentate, con una crescita in tutti i segmenti merceologici e 75 milioni di passeggeri transitati negli scali italiani. Sono numeri che dimostrano il valore strategico delle infrastrutture per l’economia nazionale, per il commercio internazionale e per la competitività del sistema produttivo del Paese».

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