Bankitalia mette naso negli affari di famiglia, non tanto nei risparmi, ma nei rapporti tra i componenti del nucleo: se il maschio si occupa della sua parte di faccende domestiche, la femmina avrà più probabilità di trovare un lavoro, ma questo non incoraggerà la coppia ad avere figli anzi, potrebbe avere un effetto opposto se non avranno la possibilità di asili nido o altre strutture per la cura dei bambini.
La tesi dell’economista della Banca d’Italia, Andrea Mattia, è quella della necessità di più elementi combinati per far aumentare il tasso di fertilità nelle economie sviluppate e in particolare in Italia. «Un maggior riequilibrio del carico del lavoro domestico fra uomo e donna aiuterebbe a far crescere l’occupazione femminile nel paese, ma non avrebbe effetti sul tasso di fecondità che ha bisogno, per crescere, di una maggiore offerta di servizi per la cura dei bambini come ad esempio gli asili nido» afferma la ricerca.
L’autore parte dalla considerazione che nelle economie sviluppate esiste un rapporto fra fertilità e tasso di occupazione femminile che non è efficace ”per sé” ma è conseguenza di una maggiore richiesta e domanda di servizi di cura per i figli. Non a caso nelle aree del Sud Italia, dove l’offerta di asili nidi è più bassa, a una maggiore occupazione delle donne è corrisposto un minore tasso di fertilità.
La nascita di un figlio, sottolinea la ricerca, comporta un aumento delle attività domestiche per i genitori e minore tempo da dedicare ad altre attività, incluse quelle lavorative. Ciò comporta che le donne, che mediamente svolgono più lavoro domestico e di cura dei figli degli uomini possano essere meno propense ad avere figli, anche per le conseguenti ricadute negative sulla carriera lavorativa. In media, il contributo degli uomini al lavoro domestico è pari a meno di un terzo di quello femminile. Un maggiore impegno degli uomini in casa aumenterebbe quindi significativamente l’occupazione femminile, ma avrebbe effetti incerti sulla natalità a causa dell’incremento del costo‑opportunità di avere figli per gli uomini. La possibilità di affidare parte della cura dei figli all’esterno della famiglia, ad esempio tramite la disponibilità di asili nido, farebbe aumentare anche la natalità. Anche se torna in gioco la questione delle rette, che spesso assorbono anche più della metà di uno stipendio.
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