Home Economia Codacons, dalla guerra in Iran maxi-rialzo prezzi, vale 1.000 euro a famiglia

Codacons, dalla guerra in Iran maxi-rialzo prezzi, vale 1.000 euro a famiglia

Rincaro dei combustibili liquidi del 38%, dei voli del 18%, anche su ortaggi e traghetti.

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Mentre cresce il prezzo della benzina a causa della mancata proroga del taglio delle accise da parte del governo Meloni, con il costo del gasolio che rimane stabile, secondo l’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, il prezzo medio dei carburanti in modalitàself service”’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,890 euro al litro per la benzina e 2,047 euro al litro per il gasolio. Il 30 aprile, invece, la benzina veniva venduta mediamente a 1,746 euro al litro – oggi segna quindi un aumento di 15 centesimi – e il gasolio a 2,052 euro al litro.

Secondo una ricerca del Codacons, i combustibili liquidi sono aumentati del 38%, il gas del 13% e i biglietti aerei di oltre il 18%: in soli due mesi l’effetto Iran ha portato in Italia a maxi-rialzi di prezzi e tariffe di numerosi prodotti con un impatto sulle tasche degli italiani che, ai dati attuali, sfiora quota 1.000 euro annui a famiglia, con rincari che hanno interessato le bollette di luce e gas ma anche la spesa di frutta e ortaggi.

«La crisi in Medio Oriente ha determinato uno tsunami sui prezzi al dettaglio, causato in particolare dai rialzi dei carburanti che hanno reso più costoso non solo spostarsi in auto o viaggiare, ma anche trasportare la merce in Italia, con effetti diretti sui listini di negozi e supermercati – spiega il Codacons -. Il conto di tale situazione si fa sempre più salato: ai livelli attuali dei prezzi una famiglia media deve mettere in conto una maggiore spesa, a parità di consumi, da +926 euro su base annua».

Il rischio concreto, secondo il Codacons, «è non solo un generalizzato impoverimento dei nuclei meno abbienti, ma anche una contrazione dei consumi da parte delle famiglie come reazione al caro-prezzi, con effetti estremamente dannosi per l’economia nazionale».

L’associazione consumeristica ha calcolato i rincari partendo dai dati dell’Istat sull’andamento dell’Inflazione da febbraio – prima dell’inizio del conflitto – ad aprile. Dallo studio emerge che i prodotti ad aver subito il rialzo più forte sono i combustibili liquidi (benzina, diesel, cherosene, gasolio per riscaldamento ecc.), che in soli due mesi rincarano di oltre un terzo segnando un +38,4%. Anche il settore della comunicazione e dell’informatica registra sensibili aumenti, con i supporti per la registrazione che salgono in due mesi del +21,6% mentre videogiochi, console, applicazioni e software per videogiochi aumentano del 16,4%.

Nota dolente – evidenzia il Codacons – sono i trasporti, con i prezzi dei biglietti dei voli internazionali che, rispetto allo scorso febbraio, si impennano del +18,2%, mentre le tariffe dei traghetti salgono del +6%; per il noleggio di mezzi di trasporto personali si spende l’8,8% in più. Il gasolio registra in due mesi una crescita del +23%, +6,2% la benzina, mentre Gpl e metano costano il 9,4% in più. Sul fronte degli alimentari, in soli due mesi frutti come mirtilli, lamponi, more, ribes rincarano del +16,1%, i legumi del +9,9%, gli ortaggi come peperoni, melanzane, zucchine, pomodori, ecc. del +8,6%, mentre per alcune tipologie di frutta fresca l’aumento è del +7,8%, +7,5% gli agrumi. Ci sono poi le bollette di luce e gas.

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