Home Economia Concessioni balneari, l’Antitrust ribadisce di bandire le gare evitando proroghe

Concessioni balneari, l’Antitrust ribadisce di bandire le gare evitando proroghe

Nel comparto serve attivare una reale concorrenza per valorizzare un bene pubblico finora sottoutilizzato.

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Stabilimenti balneari concessioni balneari

A pochi mesi dall’avvio della stagione marina, sull’annosa questione del rinnovo delle concessioni balneari l’Autorità antitrust «ribadisce l’importanza del ricorso a modalità di assegnazione competitive delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali per l’esercizio delle attività turistico ricreative e sportive, evitando ulteriori proroghe e rinnovi automatici, e a tal fine auspica che i rilievi svolti siano tenuti in debita considerazione».

Nella segnalazione trasmessa il 12 agosto 2024, – ricorda il bollettino dell’Antitrust – l’Autorità, dopo aver richiamato i propri numerosi interventi in materia, rilevava l’illegittimità dei provvedimenti di proroga al 31 dicembre 2024 dell’efficacia dei rapporti insistenti sui beni demaniali marittimi, lacuali e fluviali e l’importanza del ricorso a procedure di affidamento tali da garantire un reale confronto competitivo in un contesto caratterizzato dalla presenza di risorse scarse e nel quale le dinamiche concorrenziali sono affievolite a causa della lunga durata delle concessioni in essere.

A tal fine, l’Autorità forniva alcune indicazioni volte a improntare l’assegnazione delle concessioni in esame a procedure rispettose della normativa a tutela della concorrenza, da concludersi entro e non oltre il 31 dicembre 2024. Successivamente il legislatore è intervenuto estendendo l’efficacia delle concessioni in essere fino al 30 settembre 2027 ovvero, in presenza di ragioni oggettive, al 31 marzo 2028, «al fine di consentire l’ordinata programmazione delle procedure di affidamento […] e il loro svolgimento nel rispetto del diritto dell’Unione europea».

Alla luce delle novità intervenute – ricorda l’Autorità molte amministrazioni hanno deciso di differire la validità delle concessioni demaniali in essere al 30 settembre 2027, rinviando ulteriormente l’adozione dei bandi di gara e senza prevedere uno specifico cronoprogramma o un termine finale entro cui concludere la procedura.

Nei propri pareri motivati, l’Autorità ha ritenuto che le amministrazioni avrebbero dovuto disapplicare la normativa nazionale posta a fondamento dei provvedimenti di proroga, per contrasto della stessa con i principi e con la disciplina euro-unitaria e procedere all’espletamento delle procedure di gara rispettose dei principi di equità, trasparenza e non discriminazione.

Come noto, infatti, gli Stati membri sono tenuti a conformarsi ai principi e alle disposizioni euro-unitari e, ove la normativa interna confligga con il diritto dell’Unione europea, se ne impone la relativa disapplicazione. In generale, l’Autorità rileva come il novellato testo della legge n. 118/2022 contempli modalità di selezione non idonee a stimolare il confronto competitivo, nonché preveda un evidente favore nei confronti dei soggetti titolari di concessione, in relazione tanto ai criteri di valutazione delle offerte, quanto alla previsione di un indennizzo per il concessionario uscente, ponendosi anche sotto tale aspetto in contrasto con i princìpi della libera concorrenza, con conseguente obbligo di disapplicazione dalla normativa nazionale e di indizione di procedure rispettose dei principi concorrenziali.

Dalle gare per il rinnovo delle concessioni balneari serve una migliore valorizzazione del patrimonio pubblico a favore della collettività, superando le pluridecennali rendite di posizione che hanno ingrassato la manomorta di pochi privati a danno dell’interesse pubblico, volutamente trascurato da un manipolo di politici che hanno preferito fiancheggiare i concessionari per motivi di mero interesse clientelare.

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