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Consumi di vino al ristorante per 12 miliardi, al supermarket per 3,2 miliardi

I dati dell’osservatorio Fipe Uiv relativi al 2025 e le tendenze per il 2026.

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Consumi di vino

I consumi di vino sono protagonisti sulle tavole degli italiani. Dodici miliardi di euro è il valore dei consumi di vino nei ristoranti, trattorie, pizzerie e wine bar attivi lungo la Penisola, rileva una indagine, dell’Osservatorio Fipe-Uiv che evidenzia come nel 2025 le vendite di vini e spubmanti nella Grande Distribuzione Organizzata hanno raggiunto un valore di 3,2 miliardi di euro per 737 milioni di litri venduti. Delineando, ha precisato l’analista Virgilio Romano, Insight Director di Circana, una lieve contrazione del valore (-0,5%), con una flessione più marcata dei volumi (-2,7%), accompagnata da un incremento medio dei prezzi (+2,3%).

Il mercato del vino nella distribuzione moderna chiude così il 2025 con segnali contrastanti: calano i volumi, mentre il valore resta sostanzialmente stabile grazie a un progressivo orientamento dei consumatori verso prodotti di fascia più alta.

Una carta dei vini è proposta da 3 ristoranti italiani su 4 ma anche dalla metà delle pizzerie-ristoranti (4,1 milioni le voci totali in carta), secondo l’indagine condotta dal neonato Osservatorio di Unione italiana vini e Fipe-Confcommercio (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) su un campione di 500 insegne. E il vino mantiene un peso rilevante sul fatturato della ristorazione, attestandosi mediamente oltre il 21%, complici anche il forte ricarico esercitato sulle bottiglie, talvolta eccessivo che finisce con lo scoraggiarne il consumo.

In questo quadro, le tendenze nella ristorazione sembrano rispecchiare l’andamento del mercato, con i rossi e i vini più corposi in difficoltà, mentre reggono i bianchi freschi e gli spumanti. Mentre nel carrello della spesa, precisa ancora l’analisi Circana, gli spumanti mostrano segnali di tenuta e crescita, registrando un +1,5% nei volumi e un +1,2% nei valori. In particolare, il vino rosato cresce del 3,8% e il bianco del 2,2%. I vini fermi registrano un calo contenuto (-3,1% nei volumi, -0,5% nei valori), con i rossi che continuano a perdere terreno (-4,2%), pur detenendo la quota di mercato maggiore (36%), mentre sono i frizzanti ad evidenziare le maggiori difficoltà (-5,7% nei volumi e -5,5% nei valori).

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