Home Economia Credito per le Pmi: «bruciati 34 miliardi in 7 anni»

Credito per le Pmi: «bruciati 34 miliardi in 7 anni»

Confartigianato traccia la mappa del credito in estinzione (-25,9%) e sempre più caro.

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«Sempre meno credito e sempre più caro per le piccole imprese italiane» afferma Confartigianato che stima come «dal 2019 a marzo 2026 i prestiti alle piccole imprese si sono ridotti di 34 miliardi di euro, con una flessione del 25,9%, mentre per le imprese artigiane la contrazione raggiunge il 39,3%. E un calo nettamente superiore rispetto al –7,3% registrato complessivamente dal totale delle imprese italiane».

Oltre ad essere sempre più raro, il credito è sempre più caro, specie per i piccoli: «a fronte di un tasso medio annuo del 4,97% applicato alle imprese, le Pmi sostengono tassi che variano dal 6,5% dell’Alto Adige fino al 10,6% della Sardegna».

Per il presidente di Confartigianato, Marco Granelli «è una situazione che penalizza il cuore del nostro sistema produttivo, ne riduce la capacità di investire, innovare e creare occupazione. E la tendenza negativa della contrazione dei prestiti continua anche nel 2026».

«Secondo gli ultimi dati disponibili, riferiti a marzo, i prestiti alle piccole imprese registrano un’ulteriore flessione del 4,3%, peggiorando rispetto al -4,0% rilevato alla fine del 2025. Ancora più marcata la contrazione per le imprese artigiane, che arriva al -8,8% – elenca Confartigianato -. Sul territorio, a marzo 2026 le maggiori diminuzioni dei finanziamenti alle piccole imprese si registrano in Valle d’Aosta (-9,9%), Marche (-7,1%), Liguria (-6,6%), Toscana (-6,4%), Veneto (-5,5%), Umbria (-5,5%) e Friuli Venezia Giulia (-5,2%). Contrazioni più contenute si osservano invece nel Lazio (-2,3%), in Sicilia (-2,4%) e in Puglia (-3,2%)».

Sul fronte del costo del denaro, «è il Mezzogiorno a presentare le condizioni più penalizzanti. A marzo 2026 i tassi di interesse più elevati per le piccole imprese si registrano in Sardegna (10,6%), Calabria (10,5%), Basilicata (9,8%), Sicilia (9,8%), Molise (9,8%) e Puglia (9,6%). Le condizioni meno onerose si rilevano invece in Alto Adige (6,5%), Trentino (7,3%), Emilia Romagna (7,2%) e Lazio (7,4%)».

«La nostra rilevazione – sottolinea Granelliconferma come la stretta monetaria continui a produrre effetti particolarmente gravosi sulle micro e piccole imprese. Per questo è fondamentale il ruolo che dovrà giocare la nuova Artigiancassa per offrire risposte immediate e puntuali alle esigenze creditizie degli artigiani e delle piccole imprese, oltre al rafforzamento degli strumenti di garanzia e dei Confidi, affinché le piccole imprese possano continuare a investire, crescere e contribuire alla competitività del Paese».

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