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Da multinazionali Usa 2 miliardi di tasse in Italia

FiscoOggi, 1.966 grandi gruppi versano 498 miliardi di dollari. Secondo l’Ocse la tassazione fiscale media mondiale è del 34,1%, mentre in Italia si è ai massimi al 42,8%.

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Le grandi multinazionali Usa in Italia hanno versato al fisco nazionale 2 miliardi di tasse. Una cifra di tutto rispetto ma comunque una goccia nel mare considerando che le tasse versate in tutto il mondo sfiorano i 500 miliardi di dollari, 333 dei quali finite all’erario statunitense. Il tutto con ricavi netti per 27.000 miliardi di dollari. A fare il punto è FiscoOggi, la webzine dell’Agenzia delle Entrate che rende noti gli ultimi dati del “Country by Country report” dell’Internal revenue service (Irs), l’Agenzia delle Entrate statunitense.

Dai dati emerge che sono 27.000 miliardi di dollari i ricavi su scala mondiale registrati dai 1.966 maggiori gruppi multinazionali con sede negli Stati Uniti. L’importanza dell’internazionalizzazione è evidenziata dal fatto che più di 8.000 miliardi di dollari risultano fatturati oltreconfine, in Europa, Oceania, Asia, Africa, Canada e America Latina. Inoltre, nelle tabelle statistiche c’è spazio anche per gli utili ante-imposte, 2.900 miliardi di dollari, e per gli utili accumulati, 14.000 miliardi, generati nel corso del tempo e non distribuiti agli azionisti sotto forma di dividendi, per restare nella disponibilità delle aziende, sorta di riserve finanziarie.

La rendicontazione annualePaese per Paese” (CbC) è un obbligo imposto dal fisco statunitense alle società che operano come capogruppo di un gruppo multinazionale con un fatturato annuo di almeno 850 milioni di dollari per il periodo fiscale precedente. Questo obbligo, che prevede la compilazione del “Form 8975”, nasce dall’adesione degli Stati Uniti all’Azione 13 Beps, un’iniziativa internazionale promossa dall’Ocse. In base a tale progetto, tutte le grandi imprese multinazionali sono tenute a preparare un rapportoPaese per Paese” (CbC), che fornisce dati aggregati sull’allocazione globale di reddito, utile, imposte pagate e attività economica nelle giurisdizioni fiscali in cui l’impresa è attiva.

Lo scenario internazionale delle grandi multinazionali Usa è complicato ed esteso: – spiega FiscoOggi – sono 209.000 le società controllate che compongono i 1.966 grandi gruppi multinazionali. Tali entità sono distribuite capillarmente su tutto il pianeta. I Paesi a maggior concentrazione di società controllate sono: il Regno Unito, 16.000 entità; il Canada, 7.131; la Cina, 6.000; l’Olanda, 5.907; e la Germania, 5.437. In Italia invece i grandi gruppi Usa operano con 2.111 società controllate.

Dalle multinazionali alla tassazione mondiale sul lavoro che, secondo l’Ocse, ha toccato un nuovo record nel 2024 tra i paesi aderenti.  Secondo il documento “Statistiche degli introiti pubblici 2025” pubblicato dall’organizzazione parigina, il rapporto medio tra Imposte e Pil nei 36 Paesi dell’Ocse è arrivato al 34,1% nel 2024, in aumento di 0,3 punti, dopo due anni di calo consecutivo nel 2023 e nel 2022. Negli Stati per cui i dati provvisori 2024 sono disponibili, il rapporto tra imposte e Pil si estende su un raggio molto ampio: dal 18,3% del Messico al 45,2% della Danimarca. Anche in Italia, il rapporto tra imposte e Pil è arrivato al massimo livello degli ultimi anni, salendo al 42,8% nel 2024 contro il 41,5% del 2023% e il 42% del 2022.

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