Home Economia Dichiarazione precompilata dei redditi: in 3 giorni 1,6 milioni di accessi

Dichiarazione precompilata dei redditi: in 3 giorni 1,6 milioni di accessi

Carbone: «punto a ridurre il contenzioso e a rafforzare la lotta all’evasione fiscale».

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Partenza sprint per la dichiarazione precompilata dei redditi 2026: dal 30 aprile sono disponibili online i nuovi modelli e, in soli tre giorni, oltre 1,6 milioni di contribuenti vi hanno fatto accesso. L’80%, secondo i primi dati, ha scelto la modalità semplificata e guidata, in crescita rispetto al 60% dello scorso anno.

A fornire i dati è stato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, secondo cui la dichiarazione precompilata dei redditi «è una semplificazione nella semplificazione. Il contribuente viene guidato nella predisposizione e difficilmente può incorrere in errore. Il successo della precompilata – spiega – è una conferma dell’impegno messo dall’Agenzia della creazione di un rapporto di fiducia tra i cittadini e il fisco. L’altra parola chiave è “certezza”: se il contribuente non modifica i dati della precompilata, evita ulteriori verifiche e controlli».

Ora è l’Agenzia delle entrate a fornire e validare i dati, prima che arrivino al contribuente evitando poi di doverlo rincorrere nei controlli. Per elaborare queste dichiarazioni, l’Agenzia ha gestito 1,3 miliardi di dati provenienti da sostituti d’imposta, banche, assicurazioni e farmacie. Solo i dati del catasto riguardano 78 milioni di immobili ai quali si aggiungono circa 86 milioni di particelle di terreni. Quella della dichiarazione precompilata dei redditi è, per il direttore, «una storia di fiducia»: al debutto, nel 2015, aderirono 1,4 milioni di contribuenti, lo scorso anno saliti a 5,4 milioni (per il 730).

«Stiamo cercando di andare verso il contribuente e metterlo nelle migliori condizioni per adempiere agli obblighi tributari, che non sempre sono semplici», ha detto Carbone, riconoscendo che molti errori e inadempimenti sono commessi «in buona fede, a volte anche per esigenze esterne».

Strumenti come le dichiarazioni precompilate o la cooperative compliance per le grandi imprese consentono, ha aggiunto, di concentrare le risorse sul contrasto alle vere frodi. Anche così l’evasione fiscaleoggi stimata in 90 miliardi di euro di ammanco – potrà essere ridotta. Il recupero nel 2025 ha raggiunto 36,4 miliardi di euro. «Siamo in grado di intervenire in maniera tempestiva e capillare – sottolinea Carbone -. Se riuscissimo a recuperare altri 50-60 miliardi, potremmo fare molto di più a favore della collettività e incidere sulla pressione fiscale. E con tutti gli strumenti oggi messi a disposizione del contribuente credo davvero che l’evasione nel medio periodo sia destinata a scemare».

Un obiettivo che Carbone vuole raggiungere col confronto e non in tribunale: «andare in contenzioso con un contribuente per quanto mi riguarda, come pubblica amministrazione, è una sconfitta e ho dato indicazione ai miei collaboratori di cercare di evitarlo. Confrontiamoci prima, ascoltiamo» e in questa direzione vanno anche novità normative come il nuovo statuto del contribuente.

Un aiuto contro l’evasione arriva poi dall’intelligenza artificiale, che velocizza l’elaborazione dei dati, ma non effettuerà «mai e poi mai gli accertamenti. Ci sarà sempre un funzionario – sottolinea Carbone – che, con il proprio buonsenso e la propria competenza professionale, valuterà i dati ottenuti con l’IA. E chi dovesse rendersi responsabile di un’azione del genere, ne risponderà».

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