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Enti locali: 400 miliardi di incassi tra bagni pubblici, Imu e cimiteri

Secondo il Codacons nel 2025 ogni famiglia ha versato un obolo da 15.489 euro.

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Enti locali Salari italiani famiglie in difficoltà

Incassi in crescita per regioni, province, comuni, città metropolitane e unioni di comuni: le entrate per gli enti locali nel 2025 ammontano a poco meno di 400 miliardi (399.630.026.819 euro), con alcune voci, ad esempio l’Imu, che rappresentano le entrate sostanziose. Ma ce n’è per tutti i gusti: dai servizi cimiteriali, ai bagni pubblici per finire al trattamento delle acque reflue.

Rapportando le entrate complessive degli enti locali al numero di famiglie residenti in Italia, è come se nel 2025 ogni nucleo avesse versato nelle casse delle amministrazioni locali la bellezza di 15.489 euro. E’ il quadro che emerge da uno studio Codacons, che sulla base dei dati Siope, il sistema per monitorare in tempo reale gli incassi e i pagamenti di tutte le pubbliche amministrazioni ha passato al setaccio i conti delle amministrazioni locali analizzando le spese sostenute dagli italiani a titolo di tasse, imposte e balzelli vari. Il tutto mentre a fasi alterne torna la polemica sulla pressione fiscale altissima in Italia anche grazie alle addizionali locali (salita al 37,6% nel primo trimestre, secondo l’ultima rilevazione dell’Istat).

Tra le voci che garantiscono enormi entrate agli enti locali, compare l’imposta municipale sugli immobili (Imu), una delle tante patrimoniali già presenti in Italia che vale nel 2025 ben 16 miliardi di euro. Per regioni e comuni anche le tasse automobilistiche sono un bel tesoretto estorto dalle tasche degli automobilisti: il bollo auto, l’imposta di iscrizione al pubblico registro automobilistico (PRA) e quella sulle assicurazioni RC auto, valgono complessivamente 11,3 miliardi di euro, in media 438 euro a famiglia residente, spiega il Codacons.

Altro comparto che garantisce elevati proventi è quello relativo ai rifiuti: tra tassa smaltimento rifiuti solidi urbani e tributo comunale sui rifiuti, gli italiani nel 2025 hanno versato nelle casse degli enti locali 10,3 miliardi di euro (401 euro a famiglia). Un discorso a parte merita la sanità: i tributi destinati al finanziamento della sanità (Irap, addizionale Irpef, compartecipazione Iva) valgono in totale 102 miliardi di euro. L’imposta di soggiorno ha determinato entrate per circa 895 milioni di euro, mentre scommesse, lotto, lotterie e altri giochi hanno generato incassi per circa 773 milioni di euro, cui si aggiungono 137 milioni a titolo di proventi da casinò.

Grazie ai servizi di fornitura energia, acqua, gas e riscaldamento, gli enti locali hanno incamerato 537 milioni di euro – analizza il Codacons -. Nel 2025 gli italiani hanno versato nelle casse comunali e regionali 426 milioni di euro per balzelli legati a diritti di segreteria e rogito, rilascio documenti e diritti di cancelleria, mentre imposta di registro e imposta di bollo portano entrate da complessivi 1,29 miliardi di euro.

La vendita di beni e servizi da parte di comuni e regioni vale in totale 8,5 miliardi di euro: i servizi gestiti dagli enti locali e legati al trasporto passeggeri hanno registrato entrate pari a 418 milioni di euro, asili nido e strutture per anziani 518 milioni di euro di proventi, mentre dalle mense arrivano la bellezza di 852 milioni di euro.

Parchimetri e parcheggi e parcheggi custoditi garantiscono ai comuni entrate da oltre 378 milioni di euro. Per i servizi comunali di trasporti funebri, pompe funebri, illuminazione votiva le famiglie nel 2025 hanno pagato 224 milioni di euro. Non mancano poi le sorprese. Dallo studio del Codacons emerge come anche i bisogni fisici diventino fonte di guadagno per gli enti locali: i “proventi da bagni pubblici” hanno portato nelle casse comunali più di 2,8 milioni di euro, cifra che sale a 49 milioni di euro per i proventi da “spurgo pozzi neri”. Anche oggi come all’epoca della Roma di Vespasiano, «pecunia non olet».

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