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Estate da record in Italia con 276 milioni di presenze 5,5 milioni più del 2025

Mazzi: «crescono sia italiani che stranieri, prenotano di più e restano di più nel nostro Paese». Bankitalia registra la crescita della spesa dei turisti stranieri.

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L’estate da record 2026 del Belpaese si avvia a chiudere con risultati migliori delle attese: secondo il ministro al Turismo, Gianmarco Mazzi, «quest’estate ha registrato numeri strabilianti. Nei mesi di giugno, luglio e agosto l’Italia ha raggiunto i 276 milioni di presenze, 5,5 milioni in più dell’anno scorso. E settembre si annuncia un mese record, che potrebbe proprio rendere ancora più strabiliante questo risultato rispetto a tutto il 2026».

Per Mazzi «cresce sia il dato dei turisti italiani che degli stranieri: prenotano di più e restano di più nel nostro Paese», sottolineando che «c’è un indicatore molto importante, il tasso di saturazione delle “Online Travel Agency”, che dà la misura delle prenotazioni di alloggi sulle più grandi piattaforme online di tutto il mondo: l’estate da record vede l’Italia sfiorare il 62%, un dato che è aumentato del 14% rispetto all’anno scorso. Ma è in relazione agli altri Paesi che acquisisce ulteriore valore: siamo 17 punti sopra la Francia e 7 sopra la Spagna, considerata una delle nazioni più turistiche».

Secondo l’analisi della Banca d’Italia sui flutti turistici, aumenta il numero dei turisti in ingresso in Italia dall’estero e crescono i pernottamenti nel secondo trimestre anche se risulta in lieve calo la spesa pro-capite. Nel solo mese di giugno il saldo della bilancia dei pagamenti turistica dell’Italia è risultato in avanzo di 3,8 miliardi di euro, in lieve aumento rispetto allo stesso mese del 2025. Sia la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia (6,8 miliardi) sia quella dei viaggiatori italiani all’estero (3,0 miliardi) sono cresciute nel confronto con giugno 2025, rispettivamente del 4,8 e del 2,6%. Nel secondo trimestre 2026 entrambi i flussi hanno registrato un incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente maggiore per le entrate (3,9%) che per le uscite (1,1%); in entrambi i casi l’aumento è dovuto principalmente ai viaggi per lavoro.

La spesa degli stranieri in Italia ha beneficiato dell’incremento del numero dei viaggiatori e dei pernottamenti, a fronte di un lieve calo della spesa pro-capite, sottolinea l’indagine. L’ampliamento della spesa degli italiani all’estero è stato invece sostenuto da una maggiore spesa pro-capite, che però è stata in larga parte compensata dal minor numero dei viaggiatori e dei pernottamenti. La crescita delle entrate turistiche è attribuibile sia ai viaggiatori provenienti dai paesi extra-Ue sia a quelli Ue (rispettivamente, 4,6 e 3,3%).

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