Home Economia I lavoratori tedeschi si ammalano troppo? Merz lancia l’allarme

I lavoratori tedeschi si ammalano troppo? Merz lancia l’allarme

Rischio assenteismo: sono 14,5 i giorni di malattia in media ogni anno per lavoratore. In 15 anni costi raddoppiati a 77 miliardi in carico alle sole aziende.

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lavoratori tedeschi

In Germania la discussione sui giorni di malattia dei lavoratori tedeschi è oggetto di ampio dibattito: sono troppi? Il cancelliere Friedrich Merz è intervenuto sottolineando come nell’ultimo anno i lavoratori tedeschi abbiano avuto 14,5 giorni di malattia «si tratta di quasi tre settimane in cui le persone in Germania non lavorano per motivi di salute. È davvero giusto? È davvero necessario?».

In effetti, pochi giorni fa una delle case mutue tedesche, la Dak, ha lanciato un allarme ancora più radicale: nel 2025 i giorni in media di assenza dal lavoro per malattia dei suoi iscritti sarebbero di 19,5. La cosa ha spinto la Dak a chiedere «un vertice su questi temi in cancelleria federale». Viene proposto, tra le altre cose, l’introduzione di un certificato medico parziale per determinate malattie e diagnosi, uno strumento già collaudato nei paesi scandinavi. In questo modo il lavoratore potrebbe far ricorso al lavoro da remoto, se previsto, o ad una riduzione delle ore di lavoro.

I datori di lavoro riuniti nell’organizzazione Bda chiedono da tempo passi più radicali, anche perché, come si legge in un documento, «il mantenimento della retribuzione in caso di malattia è la prestazione sociale più costosa finanziata esclusivamente dai datori di lavoro. Nel 2023 i datori di lavoro hanno dovuto spendere circa 77 miliardi di euro per questa prestazione. I relativi costi sono raddoppiati in 14 anni».

Il primo passo è l’abolizione della possibilità di ottenere il certificato medico di malattia al telefono, una possibilità introdotta durante la pandemia di Covid per alleggerire il lavoro degli studi medici, ma che si presta anche ad abusi. Anche per Merz il certificato al telefono era «giustificato durante il periodo del coronavirus, ma lo è ancora oggi?». Ne parlava anche l’accordo di coalizione tra Cdu-Csu e Spd, che non prevede un’abolizione, ma correzioni: «intendiamo modificare il sistema di certificazione medica telefonica in modo da escludere abusi in futuro».

A criticare pesantemente il certificato di malattia telefonico è il leader della Csu, Markus Soeder, che lo ha fatto a modo suo: una diagnosi al telefono «è in grado di farla forse il dottor House, ma nessun altro». L’ex ministro della Salute, Karl Lauterbach della Spd, si è espresso a mezzo stampa contro l’abolizione delle assenze per malattia comunicate telefonicamente: a suo avviso un miglioramento delle assenze per malattia può essere ottenuto attraverso la «medicina preventiva».

Le valutazioni effettuate finora non confermerebbero alcun abuso, ripetono dall’Associazione dei medici di famiglia. Ma i datori di lavoro si spingono anche oltre: a loro avviso occorre intervenire sulla continuità dello stipendio in caso di malattia: secondo la Bda, studi dimostrano che «se il tasso di sostituzione dello stipendio scendesse dal 100% all’80%, anche le assenze diminuirebbero in media di circa il 20%». Come primo passo il Bda chiede che «il pagamento della retribuzione in caso di malattia può essere limitato a 6 settimane per anno solare».

I sindacati hanno respinto le proposte e messo in guardia dal sospetto generalizzato nei confronti dei lavoratori tedeschi. «Mandare le persone malate al lavoro o chiedere loro di andare in pensione più tardi non porterà alcun nuovo ordine nel nostro Paese”, ha affermato la presidente della Confederazione tedesca dei sindacati (Dgb) Yasmin Fahimi.

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