I salari reali in Italia diminuiranno dello 0,9% nel 2026 e aumenteranno solo dello 0,2% nel 2027, visti i limitati rinnovi dei contratti collettivi. L’economia in Italia è in chiaroscuro, con una disoccupazione ai minimi ma appunto con un nuovo inquietante calo dei salari reali.
Nelle “Prospettive sull’Occupazione 2026”, l’Ocse fotografa un’Italia con un livello di disoccupazione mai così basso (5% a maggio 2026, in linea con la media Ocse del 4,9%). Anche se i livelli occupazionali restano di quasi dieci punti inferiori alla media Ocse e dopo la crescita del biennio 2024-2025 si prevede il ritorno in “territorio negativo” dei salari reali. Secondo il rapporto presentato a Parigi dal segretario generale, Matthias Cormann, e dal direttore ad interim per l’Occupazione, il Lavoro e gli Affari sociali, Mark Pearson, il mercato del lavoro nei 38 Stati aderenti all’organizzazione si conferma solido, con livelli record di occupazione e partecipazione alla forza lavoro (rispettivamente 72,1 % e 76,7% nel primo trimestre del 2026) e un basso tasso di disoccupazione rispetto agli standard storici (4,9%).
Tuttavia, si intravedono segnali crescenti di indebolimento, tra cui l’aumento della disoccupazione in molti Paesi, il rallentamento della crescita dell’occupazione e l’attenuazione delle carenze di manodopera. Soprattutto, in molti Paesi si prevede una contrazione dei salari reali a seguito della nuova impennata dei prezzi energetici.
In Italia, la disoccupazione è calata di 1,5 punti percentuali nell’ultimo anno, in controtendenza rispetto al quadro generale nell’insieme della zona Ocse, dove viene segnalato un aumento in circa due terzi dei Paesi. L’Italia fa parte del ristretto gruppo di Stati dell’Europa meridionale, insieme a Grecia, Portogallo e Spagna, in cui la disoccupazione ha continuato a diminuire.
Grazie a una crescita particolarmente forte negli ultimi due anni, anche il tasso di occupazione ha raggiunto il livello record del 62,8% nel primo trimestre 2026, ma rimane di circa 9,3 punti percentuali al di sotto della media Ocse (72,1% nel primo trimestre del 2026), un valore tra i più bassi e particolarmente marcato tra donne e giovani. Inoltre, puntualizza l’Ocse, «la crescita del tasso di occupazione ha subito un evidente rallentamento nell’ultimo anno, in contrasto con l’aumento sostenuto registrato in altri Paesi dell’Europa meridionale».
Quanto ai salari reali, dopo il positivo biennio 2024-2025, sono continuati a crescere dell’1,3% nel primo trimestre 2026, principalmente grazie al basso tasso di inflazione. Ma restano ancora inferiori del 6,1% rispetto al primo trimestre 2021, il che – allerta l‘Ocse – «rappresenta il divario più ampio tra le grandi economie». A questo si aggiungono i recenti rincari energetici che spingono al rialzo l‘inflazione e al ribasso gli stipendi. Si prevede che i salari reali in Italia diminuiranno dello 0,9% nel 2026 e aumenteranno solo dello 0,2% nel 2027, visti i limitati rinnovi dei contratti collettivi in programma per il 2027 e il rallentamento in corso nel mercato del lavoro.
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