Il mondo dell’autotrasporto potrebbe diventare protagonista di una serie TV grazie ad un’iniziativa del Comitato centrale dell’Albo dell’autotrasporto, probabilmente con lo zampino del ministro ai Trasporti, Matteo Salvini. Una trovata che ha sollevato parecchi dubbi tra gli operatori del settore.
Cinzia Franchini, presidente degli autotrasportatori indipendenti di “Ruote Libere” parla di «trovata del Comitato centrale dell’Albo dell’autotrasporto che ha destato più di una perplessità. Il Comitato ha infatti deciso di investire 148.230 euro per lo studio di un progetto propedeutico alla realizzazione di una serie televisiva per promuovere e valorizzare le imprese di autotrasporto. Un investimento quantomeno fuori luogo, se si pensa ai problemi atavici che affliggono il settore e sui quali da anni nulla viene fatto».
Ma non finisce qui, perché a creare ulteriore confusione è stata la presa di posizione del Mit che – in una nota – ha tenuto a precisare di «non aver mai previsto né approvato un progetto televisivo sull’autotrasporto, su cui erano state formalizzate perplessità a febbraio, ribadite a marzo e ripetute a settembre». Per il Mit lo studio del progetto editoriale «sarebbe un’iniziativa autonoma del Comitato autotrasporto che se ne assumerà tutte le responsabilità».
Ci sono tutti gli ingredienti per l’ennesimo pasticcio nelle stanze del ministero retto da Salvini. Per Franchini «il rimpallo di responsabilità rispetto ad una iniziativa che suona come uno sberleffo verso il mondo dell’autotrasporto, è la fotografia di come chi sia chiamato a governare e riformare il settore sia completamente distaccato dalla realtà. Il ministero guidato da Salvini finge infatti di non sapere che il Comitato autotrasporto è in larga parte una emanazione del Governo stesso e molti dei suoi dirigenti sono nominati dallo stesso Mit, a dimostrazione di come l’autonomia dell’Albo rispetto al Ministero sia del tutto formale. Insomma, tra Albo e ministero delle Infrastrutture dei trasporti si gioca a rimpiattino e intanto si affidano risorse pubbliche per pagare un progetto per una fiction tv. Come se per restituire dignità, professionalità e salute a un settore martoriato bastasse fare un po’ di cinema. Ma in fondo non c’è da sorprendersi la recita della tragicommedia a discapito delle imprese dell’autotrasporto va avanti da decenni, semplicemente ora la si mette nero su bianco». Sperando che, se fosse effettivamente realizzata, almeno sia girata a colori.
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