Home Economia Industria secondo mese di crescita, trainano le auto

Industria secondo mese di crescita, trainano le auto

La riforma fisco ha compensato drenaggio fiscale. Leo: «dall’Istat la conferma bontà delle scelte del governo Meloni».

179
industria indagine rapida congiuntura flash indice di fiducia pil italia Economia italiana Economia Friuli Venezia Giulia confindustria Congiuntura Flash Indagine Mediobanca Rialzo dei tassi pil emilia romagna grafico doppio indice di fiducia crescita calo

La nuova edizione della Nota sull’andamento dell’economia dell’Istat porta una serie di notizie positive per l’economia nazionale, a partire dalla crescita per il secondo mese consecutivo della produzione dell’industria italiana a marzo, spinta dal settore auto, ma la crescita non basta a far recuperare il primo trimestre che chiude con il segno negativo, mentre lo scenario economico globale rimane contrassegnato dall’incertezza, legata alla durata della guerra e agli effetti sul mercato energetico.

I dati Istat e l’analisi sull’andamento dell’economia tracciano un quadro in chiaroscuro. La produzione dell’industria a marzo aumenta sia rispetto a febbraio (+0,7%) sia rispetto ad un anno prima (+1,5%). Tuttavia, nonostante la ripresa di febbraio e marzo, nella media del primo trimestre diminuisce dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti.

Tornando all’andamento mensile, tra i diversi settori dell’industria, l’incremento più elevato si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+11,2% annuo), con gli autoveicoli in testa. All’opposto la flessione più ampia riguarda la fabbricazione di prodotti chimici (-7,8%).

Se trainano i cosiddetti beni strumentali, vanno male i beni di consumo, in calo congiunturale da quattro mesi. Con il crollo dei beni durevoli: un andamento negativo che preoccupa i consumatori, perché «indicatore della difficoltà delle famiglie», dice l’Unc. E il quadro potrebbe «sensibilmente peggiorare», avverte anche il Codacons.

Che lo scenario economico nazionale possa subire peggioramento lo avvisa anche l’Istat che ricorda come i dati disponibili incorporano solo in parte gli effetti del conflitto in Medio Oriente, che sta determinando una forte riduzione nell’offerta e un marcato rialzo dei prezzi delle materie prime energetiche.

Le prospettive dell’economia mondiale restano pertanto incerte. Mentre i ritmi di crescita sono differenziati: il primo trimestre delinea «un marcato dinamismo della regione asiatica, una buona performance degli Stati Uniti e una persistente debolezza in Europa».

Quanto all’economia italiana, il Pil con il +0,2% su base congiunturale, secondo la stima preliminare del primo trimestre, «prosegue il percorso di crescita iniziato nel secondo semestre 2025», sottolinea l’Istat evidenziando che la performance è stata migliore di quella francese (+0,0%), ma peggiore di quella spagnola e tedesca (rispettivamente +0,6% e +0,3%).

L’Istat fa il punto anche sul drenaggio fiscale, il fenomeno per cui l’aumento nominale dei redditi spinge i contribuenti verso scaglioni d’imposta più alti, aumentando l’aliquota media e, conseguentemente il gettito fiscale. Le riforme fiscali attuate tra il 2021 e il 2026 «hanno più che compensato il drenaggio osservato nello stesso periodo, comportando un beneficio medio pari a 40 euro per contribuente». Un ruolo cruciale, spiega l’Istat, è stato svolto dal passaggio dalle detrazioni per i figli a carico all’assegno unico, per il quale si prevede l’indicizzazione al costo della vita. Dati che, commenta il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, «confermano la bontà del nostro lavoro. È un risultato che dà sostanza all’impegno preso con gli italiani. La rotta tracciata dalla delega fiscale è quella giusta». Delega ora attesa all’ultimo passo volto ad alleggerire ulteriormente le tasse per coloro che le pagano e tanto, con l’innalzamento della soglia del 33% dai 50.000 ai 60.000 euro, oltre a rivedere la tassazione sui veicoli aziendali, richiesta ribadita dagli operatori automotive per rendere strutturale il rialzo delle vendite.

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie di “Dario d’Italia”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata. 

Telegram

https://t.me/diarioditalia

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/diarioditalia

Facebook

https://www.facebook.com/diarioditalia

© Riproduzione Riservata