Home Economia Materie prime critiche e resilienza delle catene di fornitura: il progetto “Cascade”

Materie prime critiche e resilienza delle catene di fornitura: il progetto “Cascade”

Analisi della rete interuniversitaria Re4It e del Centro studi Confindustria.

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Le materie prime critiche (CRM) rappresentano un nodo centrale della sicurezza economica europea. In un contesto internazionale segnato da crescente frammentazione geopolitica, aumento delle misure protezionistiche e tensioni sulle catene globali del valore, la resilienza delle catene di fornitura è diventata una priorità strategica.

Il progettoCascade” (consultabile a questo link), realizzato dalla rete interuniversitariaRe4It” (Università di Bologna, Università di Bergamo, Università dell’Aquila e Politecnico di Milano) in collaborazione con il Centro Studi Confindustria e finanziato dal MUR nell’ambito del PRIN-PNRR, analizza le vulnerabilità delle filiere industriali italiane rispetto a quattro materie prime critiche (alluminio, rame, titanio e terre rare) fondamentali per la transizione ecologica, digitale e per i settori ad alta intensità tecnologica, fornendo una valutazione prospettica a cinque anni basata su uno studio Delphi che ha coinvolto 45 esperti della tematica.

Lo scenario internazionale e le dipendenze critiche

Dopo pandemia e conflitti geopolitici, la tensione tra apertura commerciale e autonomia strategica è tornata centrale: le dipendenze possono trasformarsi in vulnerabilità. La risposta prevalente non è il disaccoppiamento, ma la diversificazione e il rafforzamento della resilienza nei settori strategici.

Negli ultimi anni sono aumentati incertezza, misure protezionistiche e conflitti, fonte di maggiori rischi per le catene di fornitura. Nonostante ciò, l’integrazione produttiva globale resta elevata: circa un quarto della manifattura mondiale e oltre il 37% di quella italiana sono legati alle catene globali del valore, mentre la Cina ha ridotto la propria dipendenza delle forniture rafforzando la produzione interna.

La manifattura italiana dipende in modo significativo da forniture extra-UE per 364 prodotti (materie prime, semilavorati e beni capitali), per un valore di circa 26 miliardi di euro. I settori più esposti sono i semilavorati metallurgici e l’energia; la Cina è il principale fornitore dei prodotti critici.

Il progetto “Cascade”: mappatura delle dipendenze e valutazione prospettica tramite metodo Delphi

La ricerca analizza quattro materie prime critiche (alluminio, rame, titanio e terre rare) in tre filiere strategiche: aerospazio; difesa e sicurezza; imballaggi per il farmaceutico e cosmetico; automazione industriale, mobilità e rinnovabili. Mediante un’analisi multilivello della catena di fornitura — dai focus group a uno studio Delphi con 45 esperti —. “Cascadevaluta la criticità attesa delle forniture, i relativi impatti, le strategie di mitigazione e i principali ostacoli alla loro implementazione.

I risultati indicano un irrigidimento delle condizioni di approvvigionamento a causa di: aumento e volatilità dei prezzi (criticità trasversale a tutti i materiali), disponibilità e difficoltà di reperimento dei materiali e tensioni concentrate soprattutto su terre rare e titanio. Le vulnerabilità derivano da: domanda globale crescente, concentrazione geografica dell’offerta, tensioni geopolitiche e difficoltà di sostituzione dei materiali. Tale criticità tendono a propagarsi lungo la filiera, soprattutto nei settori tecnologicamente avanzati: aerospazio e difesa (titanio, alluminio), elettrificazione ed elettronica (rame) e magneti e tecnologie avanzate (terre rare). La sostenibilità migliora il profilo ambientale ma senza ridurre i rischi di approvvigionamento. Solo nel caso delle terre rare il riciclo rafforza anche la resilienza.

Riflessioni finali

Il rischio sulle materie prime critiche è strutturale e richiede un approccio multilivello che integri politica industriale, politica commerciale e cooperazione internazionale. La risposta più efficace è il coordinamento delle policy a livello europeo. A livello nazionale, “Cascadepropone un approccioverticale”: mappatura per filiera delle fasi scoperte o sottodimensionate, valutazione della creazione o integrazione di operatori, incentivi al reshoring e al co-development, maggiore diffusione degli strumenti di hedging finanziario tra le PMI per gestire la volatilità dei prezzi.

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