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Multa Agcm a Tim da 100 ml: il Tar Lazio conferma la sanzione

Oggetto del provvedimento le bollette a 28 giorni del 2023. E successivamente tentativi di cartello sui canoni.

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Multa Agcm

La multa Agcm a Tim da 100 milioni di euro è stata confermata dal Tar del Lazio, un provvedimento con il quale l’Antitrust nel settembre 2023 ha rideterminato la maximulta a Telecom Italia inflitta all’esito del procedimento sulla fatturazione mensile con rimodulazione tariffaria delle bollette telefoniche.

Lungo e complesso l’iter giudiziario di cui si sono occupati nuovamente i giudici, ricostruito nel testo della sentenza. Nel 2017, l’Agcom impose agli operatori di telefonia che avevano avviato un sistema di fatturazione dei consumi a 28 giorni, il ripristino della fatturazione mensile per i servizi di telefonia fissa, riconoscendo invece la legittimità della nuova fatturazione a 28 giorni per i servizi di telefonia mobile. Tim e altri operatori non ottemperarono all’ordine e impugnarono questa delibera e l’Agcom nel dicembre 2017 adottò una serie di maxisanzioni, anch’esse contestate.

Nelle more fu adottata una legge che impose il ripristino della fatturazione mensile sia per servizi di telefonia fissa sia per quelli di telefonia mobile. Gli operatori, quindi, riparametrarono la spesa annuale aggiornando il canone. Fu a questo punto che l’Antitrust avviò un proprio procedimento per verificare l’esistenza di una intesa illecita, conclusosi con importanti sanzioni (la multa Agcm inflitta a Tim è di 114.398.325 euro).

Nel luglio 2021, il Tar accolse il ricorso contro la maximulta, con conseguente annullamento del provvedimento dell’Autorità. Seguì il ricorso in appello al Consiglio di Stato, i cui giudici ridussero l’arco temporale dell’infrazione contestata, rimettendo all’Agcm la rideterminazione dell’importo alla luce della minor durata dell’intesa. Con il provvedimento poi contestato e adesso deciso, l’Antitrust stabilì in 100.670.526 euro il nuovo importo. Il Tar, partendo dalla sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha accolto i motivi di ricorso riproposti in ordine alla quantificazione della sanzione, ha ritenuto che «correttamente l’Agcm ha ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alla citata sentenza, alla rideterminazione della sanzione irrogata, deliberando che la sanzione amministrativa pecuniaria da applicare a TIM per il comportamento alla stessa ascritto nel provvedimento n. 28102 del 28 gennaio 2020 dovesse essere quantificata nella misura di 100.670.526 euro in relazione alla nuova durata così come rideterminata dal Consiglio di Stato in ragione della modifica della data di cessazione della condotta, sulla base di un calcolo matematico». Di conseguenza «si palesano infondate le censure proposte dalla ricorrente nella parte in cui sostengono che l’Autorità, in ottemperanza al dictum del Consiglio di Stato, avrebbe dovuto rivalutare tutti i parametri di rideterminazione della sanzione, per il resto ormai coperti dal giudicato».

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