Lieve calo della tassazione sulle imprese personali nel 2024 al 52,3% dal 52,8%, e conferma i consistenti divari territoriali: sono le principali evidenze dell’Osservatorio sul fisco Cna “Comune che vai fisco che trovi” giunto alla settima edizione.
In media, le piccole imprese hanno lavorato per il fisco fino al 9 luglio, due giorni in meno rispetto al 2023. Dalla fotografia scattata dall’Osservatorio sul fisco Cna, a livello di capoluoghi Bolzano si conferma sul gradino più alto del podio con una tassazione al 46,3%, seguito da Aosta e Milano entrambi con il 50,5% e Venezia e Cagliari al 51,4%. Il podio dei capoluoghi di regione con il fisco più pesante è composto da Firenze (54,4%), Napoli (54,9%) e Bologna (56%).

A livello regionale, la minore tassazione è in Trentino Alto Adige con il 46,7% e un “tax free day” (Tfd) al 18 giugno, seguito dalla Valle d’Aosta al 50,5% e un Tfd al 3 luglio e dal Friuli Venezia Giulia a parimerito con il Veneto con il 50,8% e un Tfd al 4 luglio. Tra le regioni fiscalmente più esose, la Calabria al 53,6% e un Tfd al 14 luglio, la Campania al 54,2% e un Tfd al 16 luglio e il Molise al 54,6% e un Tfd al 18 luglio.

L’Osservatorio sul fisco Cna indaga un’impresa tipo rappresentativa. Nello specifico un’impresa individuale che utilizza un laboratorio artigiano di 350 mq e un negozio di proprietà destinato alla vendita di 175 mq con valori immobiliari di 500.000 euro in tutti i comuni, ricavi per 431.000 euro e un reddito d’impresa di 50.000 euro.
Le differenze territoriali riflettono in particolare le addizionali regionali e comunali sul reddito, l’Imu e l’imposizione per raccolta e gestione rifiuti. Il rapporto inoltre rileva che il livello di tassazione è più elevato nelle province dove è minore l’efficienza della gestione e della qualità dei servizi offerti a cittadini e imprese. In media nel Nord Italia la pressione fiscale è più lieve rispetto al Sud.
Nel complesso la divergenza territoriale rimane di 11 punti come l’anno precedente. Soltanto in 10 comuni il “total tax rate” è inferiore al 50%. Tra le grandi città, Milano è in 18a posizione con una pressione complessiva al 50,5% che consente di smettere di lavorare per il fisco il 3 luglio, a Palermo il Tfd è il 7 luglio (46a in classifica), il 12 luglio a Roma e Genova, il 15 a Torino, il 17 a Firenze, il 19 luglio a Napoli mentre a Bologna, una delle realtà fiscalmente più pesanti, si deve attendere fino al 23 luglio.
Il presidente Cna, Dario Costantini, sottolinea che «il nostro Osservatorio certifica una lieve riduzione del “total tax rate”, ma è evidente che il livello di tassazione resta molto elevato e rappresenta un vincolo alla crescita. Le imprese meritano un fisco più leggero, più semplice e più equo. Auspichiamo che la proroga per la riforma del fisco sia utilizzata per attuare l’equiparazione delle detrazioni a prescindere dalla tipologia di reddito e la separazione della tassazione del reddito d’impresa delle imprese personali tra quello che viene distribuito e quello destinato ai consumi personali».
Il segretario generale della Confederazione, Otello Gregorini, rileva che «dalla nostra analisi emerge che la pressione fiscale è minore nelle province più efficienti e comunque fa impressione che in alcune aree del Paese il fisco assorba quasi il 60% del reddito. Il livello di tassazione è la questione principale, ma il fisco è anche complicato. Il percorso tracciato dalla riforma va nella giusta direzione ed è necessario che il progetto venga completato nella sua interezza e assicurare successivamente stabilità all’impianto normativo, evitando le continue modifiche che producono forte incertezza».
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