
Le previsioni economiche di ConfCom, nuova denominazione di Confcommercio, sono all’insegna del fosco per il biennio 2026-2027, con una pesante riduzione del reddito disponibile e i consumi fino a 963 euro per famiglia nello scenario più negativo. Le stime di crescita, nello stesso scenario, sono appena dello 0,3% per il 2026 e dello 0,4% per il 2027, con un’inflazione rispettivamente del 3,7% e 3,5% e la perdita di 25.000 unità di lavoro nel 2027.
Il quadro complessivo resta, secondo l’ufficio studi ConfCom, improntato a «una sostanziale incertezza e con una forte preoccupazione»: senza interventi strutturali su fisco, lavoro, competenze e qualità della contrattazione, il rischio è quello di un nuovo decennio di stagnazione, con effetti permanenti su crescita, occupazione e coesione sociale. Prospettiva che l’Italia non può certo permettersi.
Lo scenario base delle previsioni economiche – che è basato sull’ipotesi di un conflitto breve con il petrolio 100 dollari a barile fino al 31 maggio – indica una crescita del Pil dello 0,6% nel 2026 e dello 0,7% nel 2027 con tasso di inflazione medio del 2,5% nel 2026 e dell’1,7% nel 2027 e una crescita dei posti di lavoro di 41.000 unità nel 2026 e di 48.000 nel 2027. In questo caso, la perdita di potere d’acquisto registrata, rispetto a se non ci fosse stata la guerra in Medio Oriente, è di 434 euro reali a famiglia nei due anni.
Le previsioni economiche di ConfCom valutano anche uno scenario peggiore che valuta invece l’ipotesi di quotazioni del petrolio sopra i 100 dollari fino a febbraio 2027 e vede una crescita del Pil in Italia «più che dimezzata rispetto allo scenario base e ridotta di un terzo rispetto a quella dell’ipotesi senza guerra», spiega il direttore dell’ufficio studi Confcommercio, Mariano Bella a margine del Forum ConfCom. «Tutto sommato l’Italia ne esce bene, è inutile essere troppo pessimisti. Noi siamo arrivati al 27 febbraio in buona salute, il Pil cresceva dell’1%, i consumi pure e abbiamo avuto a marzo l’inflazione più bassa di tutta Europa», aggiunge Bella che invita a non usare «toni catastrofistici anche se gli spazi per l’ottimismo sono attualmente molto molto ristretti».
«Le crisi internazionali aggravano i nostri problemi. C’è bisogno di una nuova capacità di reazione» ha affermato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, aprendo i lavori del XXV Forum della Confederazione, il primo evento ufficiale dopo la rivisitazione che ha portato a un nuovo logo e alla nuova denominazione ConfCom.
Senza interventi strutturali su fisco, lavoro, competenze e qualità della contrattazione, il rischio – secondo l’ufficio studi – è quello di un nuovo decennio di stagnazione, con effetti permanenti su crescita, occupazione e coesione sociale.
L’ufficio studi Confcommercio sottolinea che dopo il boom economico, la crescita è progressivamente crollata: dal +4,7% del periodo 1966-1980 all’1,8% tra il 1981 e il 2007, fino allo zero virgola dell’ultimo ventennio, mentre la pressione fiscale è salita dal 25,3% al 42,2%, comprimendo investimenti e sviluppo, tanto da fare definire a Sangalli come «il primo dei problemi sono le tasse: l’Italia è una “fiscocrazia”. Intanto distorsioni del sistema come i contratti pirata sottraggono risorse all’erario, oltre a danneggiare lavoratori e imprese. Solo nel terziario sono 154.000 su 6,4 milioni i lavoratori che subiscono il dumping contrattuale: hanno contratti meno tutelanti con retribuzioni inferiori fino a 8.000 euro all’anno rispetto ai contratti più rappresentativi e nessun welfare. Per le finanze pubbliche questo porta a un mancato gettito di circa 560 milioni».
«Abbiamo registrato un maggior interesse del governo a dare giustamente una risposta al lavoro povero. Perché si è finalmente compreso che il fenomeno del dumping è una vera piaga sociale», ha osservato Sangalli chiedendo all’esecutivo un «confronto urgente» e non «interventi unilaterali, calati dall’alto. La nostra parte – ha rivendicato Sangalli – la stiamo facendo» lavorando con i sindacati e le altre organizzazioni di imprese per rinnovare i modelli contrattuali, entro l’estate.
Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie di “Dario d’Italia”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata.
Telegram
https://www.linkedin.com/company/diarioditalia
https://www.facebook.com/diarioditalia
© Riproduzione Riservata


































