Home Economia Rating dell’Italia: S&P conferma “BBB+” e alza “outlook” a positivo

Rating dell’Italia: S&P conferma “BBB+” e alza “outlook” a positivo

Bene il risanamento dei conti in Italia procede, deficit in calo. Giorgetti: «la credibilità italiana non conosce soste, il lavoro paga».

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S&P conferma il rating dell’ItaliaBBB+” e alza l’outlook da stabile a positivo. E’ quanto emerge dalle tabelle sul sito dell’agenzia. L’outlook economico dell’Italia è migliorato rispetto ai tempi pre-pandemia, ma resta ancora sotto gli altri Paesi dell’area euro. L’agenzia di rating prevede per l’Italia una crescita dello 0,8% nel 2026.

«Ci attendiamo che il Pil si stabilizzi vicino allo 0,8% nel 2027-2028 con l’allentamento delle pressioni commerciali», mette in evidenza Standard & Poor’s precisando che «l’Italia continua ad affrontare sfide strutturali, dall’aumento dell’aspettativa di vita al calo dei tassi di natalità». L’emigrazione è invece in crescita.

Per S&P è positivo che «il risanamento dei conti pubblici italiani proceda secondo i piani. Prevediamo che il deficit scenda leggermente al 2,9% del Pil nel 2026», per poi ridursi ulteriormente al 2,7% entro il 2029. L’agenzia di rating spiega che «le imposte straordinarie su banche e compagnie assicurative, la maggiore efficacia nella riscossione dell’Iva e le modifiche alla tassazione degli affitti a breve compenseranno in gran parte i tagli all’imposta sui redditi medi e la riduzione dei contributi sociali a carico dei datori di lavoro».

L’analisi di S&P guarda anche ai prossimi appuntamenti politici italiani: «la competizione politica, sia all’interno della coalizione di governo che fra i partiti di opposizione, è destinata a intensificarsi in vista delle elezioni generali del 2027. Prevediamo che ciò limiterà le ambizioni politiche e ridurrà il margine di manovra per importanti riforme strutturali» sottolineando che «le elezioni amministrative del 2026 difficilmente avranno un impatto significativo sulla politica nazionale». L’agenzia di rating nota inoltre come le prospettive di approvazione della nuova legge elettorale restano incerte «a causa del limitato sostegno e degli ostacoli costituzionali».

La sostanziale promozione del rating dell’Italia e dell’azione economica del governo Meloni è salutata con austera soddisfazione dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti: «la traiettoria di maggiore credibilità verso l’Italia non conosce soste. Il lavoro paga». E chissà cosa sarebbe successo se l’Italia avesse imboccato prima la strada della serietà dei conti pubblici senza quelle derive di sprechi centimiliardari dei governi Conte che sono costati reddito di cittadinanza e superbonus 110%, oltre ad un Pnrr costruito senza un’adeguata visione di sviluppo del Paese, che rischia di non dare supporto più sostanzioso e duraturo alla crescita nazionale.

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