Home Economia Risparmio: il 5% delle famiglie italiane detiene oltre 50% ricchezza

Risparmio: il 5% delle famiglie italiane detiene oltre 50% ricchezza

Analisi dell’Osservatorio della Fondazione Fiba di First Cisl. Nel 2010 era al 39,9%.

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La ricchezza delle famiglie italiane è sempre più concentrata nelle mani della fascia più abbiente della popolazione secondo un’analisi dell’Osservatorio della Fondazione Fiba di First Cisl.

Nel 2010 il 10% più ricco deteneva il 52% della ricchezza netta complessiva; al 31 dicembre 2025 la quota è salita al 60,6%. Ancora più marcata la crescita della concentrazione al vertice: il 5% più ricco è passato dal 39,9% della ricchezza nel 2010 al 50,2% nel 2025. In quindici anni la sua quota è quindi aumentata di oltre 10 punti percentuali.

Secondo l’Osservatorio della Fondazione Fiba di First Cisl sulla ricchezza delle famiglie, è cambiata anche la distribuzione delle passività. I cinque decili più poveri devono fare fronte al 37,9% dell’indebitamento complessivo. Se poi si guarda al rapporto tra passività e ricchezza lorda, il decile più povero è al 95,6%, un dato più basso di quello che si registra nella maggioranza dei Paesi dell’Euroarea, nei quali per lo stesso decile la ricchezza è negativa. L’indebitamento complessivo delle famiglie italiane è pari invece a circa il 10,2% dell’Euroarea (804,7 miliardi su 7.927,7), contro il 27,4% della Germania, il 22,2% della Francia e il 9,1% della Spagna. L’incidenza del debito italiano sul totale è in diminuzione: era l’11,1% nel 2015.

La crescita della ricchezza netta delle famiglie italiane è la più bassa soprattutto nel confronto con le principali economie europee. Al 31 dicembre 2025, il suo ammontare è di 11.333 miliardi di euro, contro i 19.867 della Germania, i 14.054 della Francia e gli 8.484 della Spagna. La ricchezza netta dell’Euroarea ha raggiunto nel 2025 i 68.521 miliardi di euro.

Rispetto al 2015, l’incremento italiano è stato del 22,8%, a fronte dell’87,3% della Germania, del 42% della Francia e del 56,6% della Spagna. Di conseguenza il peso della ricchezza delle famiglie italiane sul totale di quelle dell’Euroarea è calato dal 21,7% al 16,5%. In particolare, dal 2015 la crescita totale dell’Italia, pari a 2.107 miliardi, è stata determinata per il 45% circa (937 miliardi) da azioni non quotate e da altri titoli di capitale (+ 102,7%) detenuti per la quasi totalità (98,3%) dal decile delle famiglie più abbienti. È stata anche una crescita a due velocità, nettamente più marcata nel secondo quinquennio: dal 2020 al 2025 l’aumento della ricchezza è stato di 1.829,6 miliardi, contro i soli 277,4 miliardi del periodo dal 2015 al 2020.

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