Anche negli sport della neve, il “Made in Italy” eccelle, con un export per 371 milioni, 344.000 paia di sci venduti nel mondo, con la Francia primo mercato seguita dagli Usa, e nonostante l’impatto dei dazi americani che «preoccupa, in attesa delle medaglie degli atleti italiani alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 il Paese ha già conquistato il podio in Europa per l’export di prodotti per lo sci» afferma l’analisi di Confartigianato che ha esaminato questa nicchia che conta 1.740 imprese con oltre 14.000 dipendenti.
«Nel 2025 – rileva Confartigianato – le nostre vendite all’estero in questo settore raggiungono i 371 milioni di euro, collocandoci al secondo posto nell’Ue, dietro all’Austria, mentre conquistiamo addirittura il primato europeo per le esportazioni di calzature da sci con un valore di 222 milioni». Confartigianato rileva che «l’Italia detiene una quota del 16% dell’export Ue di prodotti per lo sci, mentre nel segmento delle calzature da sci si arriva al 27,3% del totale Ue. In pratica, lo scorso anno l’Italia ha venduto sui mercati mondiali 344.000 paia di sci, di cui 318.000 per sci alpino, 15.000 per sci da salto e 12.000 per sci da fondo, a cui si aggiungono 13.000 tra monosci e snowboard».
Per il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, «i numeri confermano che la produzione “Made in Italy” di articoli per lo sci è un’eccellenza a livello europeo, una filiera trainata dalle Pmi e fondata su qualità manifatturiera, innovazione e radicamento territoriale. Un patrimonio produttivo che rappresenta un asset strategico non solo per lo sport, ma per l’intero sistema economico nazionale. Come per l’intero “Made in Italy”, preoccupa l’impatto dei dazi, che affrontiamo continuando a puntare sull’elevato livello qualitativo dei prodotti progettati e realizzati in Italia».
Delle 1.740 imprese manifatturiere attive nella fabbricazione di articoli per lo sport della neve e nell’abbigliamento tecnico, con 14.164 addetti, il 63,1% degli occupati è impiegato in micro e piccole imprese con meno di 50 addetti, una quota superiore alla media del manifatturiero, a testimonianza del ruolo centrale dell’artigianato e delle Pmi anche in questo settore.
Nel periodo gennaio-ottobre 2025 l’export italiano di sci, attacchi e relative attrezzature è cresciuto a doppia cifra (+11,4%), confermando la vitalità tecnologica e produttiva della filiera. Confartigianato «segnala che sul fronte dei mercati di sbocco, il 60,2% delle nostre esportazioni di prodotti per lo sci è destinato ai Paesi dell’UE a 27. La Francia è il nostro primo cliente con 90 milioni di euro (24,3% del totale), seguita da Stati Uniti con 75 milioni (20,1%) e Germania con 52 milioni (13,9%). Nella “top ten” dei mercati, nel periodo gennaio-ottobre 2025 spiccano le crescite di Canada (+66,4%), Svezia (+19%) e Svizzera (+13,3%), mentre risultano in calo le vendite verso Cechia, Stati Uniti ed Austria». I dazi statunitensi «pesano sulla dinamica del nostro export di questi prodotti: tra gennaio e ottobre 2025 si è registrato un calo del 7,1% delle vendite negli Stati Uniti di sci, attacchi e attrezzature».
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