Home Economia Strumenti finanziari: le Pmi migliorano nella loro comprensione e utilizzo

Strumenti finanziari: le Pmi migliorano nella loro comprensione e utilizzo

Indagine Bankitalia su 5.000 imprese: «progressi, ma restano ancora aree da migliorare».

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Le piccole e piccolissime imprese italiane compiono qualche progresso nella conoscenza degli elementi base degli strumenti finanziari e nei loro comportamenti e abitudini in materia anche se c’è ancora molto spazio di miglioramento, magari anche attraverso l’uso dell’Ia che resta invece poco diffusa.

Le principali evidenze dell’indagine della Banca d’Italia mettono a fuoco dei miglioramenti rispetto a quella del 2021, realizzata all’indomani della crisi pandemica che aveva messo a dura prova la tenuta del tessuto delle Pmi italiane. Ora, sul campione di oltre 5.000 imprese con meno di 9 addetti (de facto la stragrande maggioranza delle aziende attive in italia), il punteggio dell’indice creato da Via Nazionale evidenzia un lieve aumento (+2) a 74 su 100. Chi si confronta con l’estero e ha dimensioni maggiori vanta risultati maggiori nell’impiego degli strumenti finanziari evidenza l’indagine Bankitalia. E il 45% può vantare conoscenze elevate anche se pesa quel 15% che non raggiunge la sufficienza nel rispondere alle domande sui concetti base su tassi di interesse, inflazione, rischi etc.

Un terzo delle imprese non mette a confronto le offerte dei servizi bancari o assicurativi dai quali potrebbe trarre risparmi o maggiore qualità. E’ diffuso l’utilizzo di carte aziendali mentre il 38% ricorre a prestiti o mutui, il 29% ad aperture di credito in conto corrente e il 23% agli anticipi su fatture. Un punto ancora dolente è l‘intelligenza artificiale: solo il 5% la usa anche se il 19% dice di volerla adottare o comunque sperimentare entro l’anno.

La robotica, impiegata dal 6% delle imprese oggetto dell’indagine, «è maggiormente presente nel manifatturiero; l’interconnessione dei processi, utilizzata dal 4%, è più frequente nei servizi di informazione e comunicazione. Il cloud, più semplice da implementare, è adottato in forma estensiva o limitata dal 44% ed è relativamente diffuso tra le imprese dei diversi settori».

Infine il clima, divenuto oramai un fattore di rischio. Il susseguirsi degli eventi climatici è evidente e il 6,4% delle imprese del campione ha subito dei danni. Per questo molte piccole aziende hanno predisposto una o più misure per proteggersi: assicurazioni, investimenti e spostamento della produzione.

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