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Taglio delle accise carburanti prorogato al 3 luglio

Sul diesel sconto dimezzato Per benzina e gasolio -5 cent. Copertura 150 milioni da extragettito Iva. L’Opec+ aumenta le quote di produzione di petrolio a luglio.

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Taglio delle accise imposte gasolio

Altre quattro settimane di taglio delle accise – ma di poco – sui carburanti. Il governo ha fissato al 3 luglio il termine della nuova tornata di sconti, ma ridotti: se per la benzina viene confermato il taglio di 5 centesimi, viene nuovamente dimezzato (da 10 a 5 centesimi) quello per il diesel. Un’operazione che costerà alle casse dello Stato circa 150 milioni, coperti grazie all’extragettito Iva derivante dai rincari dei prezzi.

Il provvedimento, che ridetermina temporaneamente le accise, copre quasi un mese. L’accisa sulla benzina resta a 622,90 euro per mille litri ed è quindi confermato lo sconto di 5 centesimi (6,1 centesimi contando anche l’Iva al 22%). Sale invece l’accisa sul gasolio (a 622,90 euro per mille litri dai 572,90 di oggi), con una conseguente riduzione dello sconto, che passa dagli attuali 10 centesimi a 5.

La nuova proroga arriva mentre il prezzo dei carburanti è da giorni in calo. In base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio prezzi del Mimit, i prezzi medi alla pompa in modalità “self service” lungo la rete stradale proseguono sotto la soglia dei 2 euro al litro: 1,921 euro per la benzina e 1,980 euro al litro per il gasolio. Sulle autostrade, invece, il prezzo medio self è di 2,020 euro al litro per la benzina e 2,072 euro al litro per il gasolio.

I consumatori bocciano l’ulteriore riduzione dello sconto. «Una pessima idea» dice l’Unione nazionale consumatori. Per il Codacons, «costerà agli automobilisti italiani 17,1 milioni di euro a settimana solo a titolo di maggiori costi di rifornimento».

Dopo quattro decreti legge e due decreti ministeriali, questo dovrebbe essere comunque l’ultimo intervento sulle cosiddette accise mobili, il meccanismo che consente di utilizzare la parte di maggiore Iva che arriva dall’aumento dei prezzi per la riduzione delle accise, su cui peraltro l’Italia è stata richiamata dall’Ue e dal Fondo monetario internazionale, che suggeriscono soluzioni più mirate. Come un rafforzamento dei fringe benefit con l’ipotesi di introdurre bonus carburanti e altri tipi di benefit ma attraverso le imprese, che potranno riconoscerli ai dipendenti. Ma questo taglierebbe fuori i tanti lavoratori autonomi che usano l’automobile per lavoro, cui dovrebbe essere garantita la parità di trattamento, non fosse per il maggiore rischio che corrono dal non avere alcuna forma di garanzia di reddito a differenza di un lavoratore dipendente.

Intanto, sul mercato arriveranno ulteriori quantitativi di petrolio a seguito della decisione di Opec+ di aumentare la produzione a luglio di 188.000 barili al giorno per venire incontro alle esigenze degli stessi paesi membri e del mercato nonché contenere i prezzi in uno scenario geopolitico dominato dalla guerra nel Golfo Persico e dalla conseguente chiusura dello stretto di Hormuz.

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