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Turismo estivo: in Italia è boom delle microvacanze, anche per i forti rincari

Crescono i periodi fuori da quello di punta di agosto che rimane il più favorito e frenano i viaggi all’estero.

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Manfred-Pinzger presidente Confturismo Confcommercio.

Il turismo estivo 2026 farà registrare circa tre milioni di partenze in più rispetto al 2025 e conferma il cambiamento delle abitudini di viaggio degli italiani, con ferie sempre più spezzettate e una preferenza crescente per soggiorni più brevi e distribuiti nell’arco della stagione. Il 58% degli italiani farà periodi di vacanza separati (solo un quarto ne ha programmato una sola, prevalentemente breve), mentre il 17% non ne farà alcuna.

L’indagine di Confturismo-Confcommercio svolta in collaborazione con SWG sulle vacanze degli italiani 2026, evidenzia il boom delle microvacanze: il 69% degli italiani prevede uno o più brevi soggiorni, una quota superiore a quella di chi effettuerà una classica vacanza di almeno una settimana (52%). Quella principale – tra giugno e settembre – resta comunque ad agosto per il 43% (a settembre il 22%) e, per il 26%, sarà anche una vacanza lunga.

Tra le destinazioni, le incertezze dello scenario internazionale favoriscono le località italiane (si riduce dal 44% al 37% la quota di italiani che trascorrerà le vacanze all’estero). Il numero di persone che viaggerà in un Paese extraeuropeo rispetto al 2025 è più che dimezzato con una punta di -67%.

Quanto alla spesa, la quota media complessiva prevista per le vacanze estive è pari a 1.165 euro pro capite. Gli italiani, dunque, continuano a partire, ma tendono a distribuire il budget su più periodi di vacanza e a contenere la spesa destinata a ciascun soggiorno, privilegiando soluzioni che consentano di conciliare il desiderio di viaggiare con una maggiore attenzione ai costi.

Ad agosto il 31% degli italiani andrà nelle seconde case o ricorrerà all’ospitalità di amici e parenti, confermando come le disponibilità economiche continuino a rappresentare uno dei principali fattori che incidono sulle vacanze. Il 10% degli italiani non potrà concedersi nemmeno un giorno di ferie per motivi economici. Le difficoltà sono particolarmente evidenti tra le famiglie con un reddito annuo inferiore ai 18.000 euro (il 31% non partirà affatto), mentre per le famiglie con un reddito superiore ai 54.000 euro annui oltre sei su dieci prevedono più periodi di vacanza, comprendendo almeno un soggiorno di una settimana o più.

«Il turismo estivo 2026 conferma sfide ed opportunità per il settore: da un lato, resta prioritario sostenere i consumi interni per consentire ad un maggior numero di italiani di concedersi una vacanza; dall’altro, la tendenza a distribuire il budget su più periodi di vacanza può favorire la valorizzazione delle aree interne e dei borghi – afferma il presidente di Confturismo-Confcommercio, Manfred Pinzger -. Come associazione, ribadiamo l’esigenza di costruire, insieme al ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, una strategia condivisa per promuovere questi territori, governare i flussi nelle destinazioni a maggiore pressione turistica, rafforzare la competitività del turismo italiano».

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