Un altro colosso dell’industria tedesca sta per chiudere i battenti: il produttore di batterie Varta ha presentato quattro istanze di insolvenza per altrettante società del gruppo (Varta Microbattery GmbH, Varta Micro Production GmbH e Varta Storage GmbH) al tribunale di Stoccarda. L’azienda, fortemente indebitata, vuole evitare il fallimento, per proseguire le attività operative. Ma difficilmente il produttore di batterie uscirà dalla crisi che dura ormai da tempo, complice la concorrenza sempre più forte dei concorrenti asiatici cui si deve anche la crisi attuale.
A spingere Varta verso il fallimento è stata la crisi finanziaria con la riduzione sempre più marcata dei margini. Negli ultimi anni l’azienda ha subito pesantemente la concorrenza asiatica, capace di commercializzare volumi elevati a costi notevolmente inferiori.
Il colpo decisivo però è arrivato qualche mese fa, quando il principale cliente di Varta, il gigante statunitense Apple, ha spostato la fornitura delle batterie destinate agli auricolari Airpods a produttori cinesi, concretizzando così il fortissimo rischio per un’impresa di avere un unico grande committente da cui dipendere.
Per tentare di stare a galla, Varta necessita di decine di milioni di euro di finanziamenti aggiuntivi a breve termine, ma nessuno tra gli attuali azionisti – tra cui Porsche e l’investitore austriaco Michael Tojner – si è dimostrato disposto a fornire ulteriore capitale.
A rischiare il posto di lavoro in Varta sono circa 3.260 persone, molte delle quali nella sede centrale di Ellwangen, in Germania sud-occidentale. Già è in programma a ottobre la chiusura dello stabilimento di Nördlingen, in Baviera, dove lavorano circa 350 dipendenti, che rimarranno quindi a casa.
L’ultima speranza per il colosso tedesco potrebbe essere lo spezzatino: un pool di creditori, guidato da Deutsche Bank, sarebbe intenzionato a scorporare l’azienda e rilevare la divisione delle batterie per uso domestico, che è in attivo ed è stimata da sola in circa 240 milioni di euro. Varta ha chiarito che questa attività non rientra nella procedura di fallimento. Così la divisione “domestic batteries” dovrebbe proseguire l’operatività al di fuori del perimetro dell’insolvenza, con l’intenzione degli investitori di valorizzarla in modo separato. Tojner ha invece espresso interesse per la divisione micro-batterie.
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