Home Hi-Tech Laser potenziato dal grafene estende limiti emissione ottica

Laser potenziato dal grafene estende limiti emissione ottica

Ricerca guidata dall'Istituto nanoscienze del Cnr di Pisa (Cnr Nano) in collaborazione con l'Università di Leeds e il Cambridge Graphene Centre. Per la prima volta riuscito emettere luce fino a 10 terahertz.

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laser grafene

Per la prima volta un laser compatto è riuscito a emettere luce fino a 10 terahertz, nella cosiddetta “banda proibita” dei terahertz, una regione dello spettro finora irraggiungibile per i laser a semiconduttore. Il risultato, definito “straordinario” è stato ottenuto introducendo nel laser una struttura in grafene capace di amplificare la radiazione e spingerla verso frequenze più elevate ed è frutto di una ricerca guidata dall’Istituto nanoscienze del Cnr di Pisa (Cnr Nano) in collaborazione con l’Università di Leeds e il Cambridge Graphene Centre. Lo studio è pubblicata su Nature Nanotechnology che lo ha selezionato per la copertina del numero di novembre.

I laser a cascata quantica, spiega il Cnr, sono dispositivi molto compatti, ideali per generare radiazione terahertz, ma presentano un limite fondamentale: tra 6 e 10 THz non riescono a emettere luce. In questa regione dello spettro, i materiali semiconduttori come l’arseniuro di gallio che costituiscono il cuore del laser, assorbono fortemente la radiazione, impedendo l’amplificazione del segnale e il funzionamento del dispositivo.

Questa “banda mancante” ha finora impedito lo sviluppo di sorgenti compatte per applicazioni cruciali in spettroscopia, sensoristica, comunicazioni e astronomia. Le ricercatrici di “Cnr Nano”, Miriam Serena Vitiello (coordinatrice dello studio) e Alessandra Di Gaspare, hanno aggirato questo limite integrando sulla superficie del laser un reticolo di micro-nastri di grafene che modifica la risposta elettromagnetica del laser.

«Il reticolo di grafene amplifica il campo elettrico all’interno dal laser e innesca un fenomeno noto come generazione della terza armonica: la radiazione prodotta dal laser a 3,3 THz viene trasformata a frequenze tre volte più alte raggiungendo così la regione dei 9-10 THz – spiega Vitiello -. Il grafene agisce come un vero e proprio “trampolino ottico”, consentendo alla luce di effettuare un triplo salto di frequenza e raggiungere così una regione dello spettro mai raggiunta prima dai laser a semiconduttore».

Il laser, in questa prima versione, ha una potenza non elevata ma sufficiente per applicazioni molto sensibili, come la spettroscopia usata in astronomia o nel monitoraggio dell’atmosfera.

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