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Assicurazione Rc-Auto: non si arrestano i rincari

Il premio medio sale a 415 euro. Restano divari Nord-Sud. Dal 2022 Rc auto rincarata del 17,5%. Stangata da 2 miliardi sugli automobilisti.

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Rallenta leggermente, ma non si arresta la crescita dei premi dell’assicurazione Rc-Auto nel secondo trimestre 2025, malgrado il raffreddamento dell’inflazione, con un costo medio che arriva a 415 euro. Si tratta, secondo i dati diffusi dall’Ivass, l’Istituto di vigilanza sul sistema assicurativo, di un aumento del 3,7% dopo il +4,1% dei primi tre mesi 2025 (e il +7% di fine 2024) che al netto dell’inflazione è pari a un +2%.

Dal rapporto dell’Ivass emerge poi come non si erode il tradizionale divario fra Nord e Sud che vede gli automobilisti napoletani mantenere il poco invidiabile primato di quasi 600 euro di premio a fronte di quelli di Aosta con 333 euro, complice la maggiore rischiosità del territorio esposto a fenomeni di truffe.

La ripartenza dei prezzi innescata fra il 2022 e il 2023, dopo anni di cali, non si arresta. Rispetto a gennaio 2022 le tariffe Rc-Auto hanno subito un rincaro complessivo del 17,5%, passando da una media di 353 euro di gennaio 2022 (dato Ivass) ai 415 euro del secondo trimestre 2055, con un aumento di ben 62 euro a polizza.

Qualche spiraglio positivo arriva per le “due ruote”: il premio medio dell’assicurazione RcAuto per i motocicli, nel secondo trimestre, è stato pari a 302 euro e per i ciclomotori a 196 euro contro i 311 e i 205 euro del primo trimestre dell’anno.

Dalle associazioni dei consumatori è un coro di critiche contro le compagnie. «Considerate le 33,5 milioni di auto assicurate obbligatoriamente in Italia, la crescita delle tariffe ha determinato negli ultimi 3 anni una stangata complessiva da oltre 2 miliardi di euro a danno degli automobilisti italiani» attacca il Codacons.

L’Unione nazionale consumatori torna a chiedere al Senato «di cambiare radicalmente la Legge annuale sulla concorrenza ora in discussione che non si occupa per niente dell’assicurazione Rc-Auto, proponendo ad esempio di rivedere il “Preventivass”’ realizzato dall’Ivass e dal ministero delle Imprese e del “Made in Italy” e che, come denunciato dal presidente Ivass, Luigi Federico Signorini, si limita a comparare i preventivi riferiti alla copertura base obbligatoria e non consente di aggiungere le coperture e garanzie accessorie».

«L’escalation delle tariffe assicurazione Rc-auto prosegue nonostante l’inflazione sotto controllo e il calo dell’incidentalità in Italia. Per calmierare le polizze è ormai improcrastinabile applicare la sentenza della Corte Costituzionale che rende facoltativo l’indennizzo diretto» rileva Assoutenti. E per Adoc «il dato che più preoccupa è la persistenza di marcate disuguaglianze territoriali. È inaccettabile che un automobilista venga penalizzato unicamente in base alla sua provincia di residenza».

Per Federconsumatori gli aumenti avvengono, ancora una volta, in maniera ingiustificata, in presenza di un nuovo calo dell’incidentalità: i dati del 2025 segnano una riduzione del –2,1% rispetto all’anno precedente.

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