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Bonus/malus Rc auto non funziona, va riformato

«Il 90% dei guidatori è in classe 1, servono nuovi strumenti». Assoutenti: «perplessi su proposta dell'Ivass».

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Il sistema Bonus/Malus Rc Auto dell’assicurazione obbligatoria ha fatto il suo tempo e occorre pensare a nuovi strumenti per permettere ai guidatori senza incidenti di ricevere almeno una parte dei benefici del loro comportamento virtuoso: l’Ivass, l’Istituto di vigilanza delle assicurazioni torna a chiedere una riforma dello strumento nell’ambito di quella più generale dell’Rc auto che preveda misure anti evasione, correttivi al sistema dei forfait, tempi di diritto al risarcimento più brevi.

Provvedimenti che dovrebbero affiancarsi a quelli previsti dal ddlConcorrenza”, all’esame al Senato (come la portabilità dei dati sulle scatole nere). Col passare degli anni, il 90% dei guidatori è arrivato in classe 1 e si è così inceppato il meccanismo che legava la classe al rischio e quindi al costo della polizza. Per questo sarebbe opportuno introdurre un attestato di rischio ampliato e contratti che prevedano, in caso di mancati incidenti, la possibilità per l’assicurato di vedersi riconosciuti parte degli utili guadagnati dalla compagnia grazie al suo comportamento virtuoso.

«Se si vuole abolire il bonus/malus RC auto bisogna assumersi la responsabilità di lasciare alle compagnie la determinazione arbitraria delle tariffe, come in parte di fatto già avviene ora» afferma Federcarrozzieri, l’associazione delle autocarrozzerie italiane, secondo cui «il problema delle polizze Rc auto, tuttavia, va risolto puntando sulla mobilità degli assicurati attraverso anche rimedi drastici come la portabilità delle polizze, al pari di quello che avviene nella telefonia».

L’Ivass poi vorrebbe cambiare rotta anche nel “Preventivass”, l’applicazione web, realizzata assieme al ministero delle Imprese, che consente di confrontare i costi delle coperture Rc auto. Una piattaforma ancora troppo poco diffusa fra i clienti consumatori e che non permette di calcolare le offerte sulle garanzie accessorie come furto incendo o atti vandalici. Meno frodi, più digitale, più informazione e più concorrenza sono necessarie per ridurre il premio.

Negli anni fra il 2013 e il 2023 l’Italia ha in parte corretto il differenziale negativo sui prezzi che la separava dalla media europea con un calo del 37% del premio reale. Dai grafici dell’Ivass emerge come i due indici, quello dei costi delle polizze e quello di concentrazione del mercato (chiamato Hhi) si siano mossi negli ultimi 10 anni alla stessa maniera anche se la correlazione non è necessariamente un indice di causalità. L’andamento ha poi invertito la rotta nel 2023 e nel 2024 anche per effetto dell’inflazione e a ottobre la media è risalita a 416 euro.

«L’ultima proposta di Ivass sul sistema Bonus/Malus RC Auto lascia più che perplessi. L’Istituto di vigilanza propone di introdurre meccanismi per redistribuire gli utili delle compagnie assicurative ai guidatori virtuosi. Una mossa che – afferma Assoutenti in una nota – appare tardiva e di dubbia efficacia, se non accompagnata da una reale volontà di riformare un mercato ormai dominato da oligopoli e vessazioni nei confronti degli assicurati».

«Ivass sembra essersi svegliata da un lungo letargo, dimenticando di aver aderito a tutte le proposte delle compagnie assicurative per anni. Suggerire oggi la redistribuzione degli utili è quasi grottesco, se pensiamo ai 10 miliardi accumulati dalle compagnie negli ultimi dieci anni solo nel settore RC auto – commenta Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti -. Se davvero vogliono fare sul serio, perché non cominciano a redistribuire gli utili a partire dal passato recente? Sarebbe un atto di giustizia e coerenza».

«Le vere priorità? Un mercato più trasparente, concorrenziale e giusto per i consumatori. Questo significa eliminare le clausole vessatorie, riformare il risarcimento diretto, incentivare l’ingresso di operatori esteri per rompere l’oligopolio assicurativo, e rivedere radicalmente il ruolo di Ivass – prosegue Melluso -. Serve un organismo di vigilanza autonomo, slegato dalla Banca d’Italia e dal sistema assicurativo che finora ha vigilato più sugli interessi delle compagnie che su quelli degli assicurati».

Per il Codacons «le tariffe Rc auto continuano a salire e segnano a ottobre un +7,2% su base annua in termini nominali, attestandosi a una media di 416 euro a polizza. Nel confronto con gennaio 2022, tuttavia, la crescita complessiva delle tariffe raggiunge quota +17,8%, determinando un maggiore esborso da +63 euro ad assicurato, rispetto ad una media di 353 euro di gennaio 2022 (dato Ivass). Considerate le 32,9 milioni di auto assicurate in Italia, la crescita delle tariffe ha determinato nell’ultimo biennio una stangata complessiva da oltre 2 miliardi di euro a dbanno degli automobilisti italiani».

 

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