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Gigafactory di Termoli: fischiato lo stop definitivo

Acc, realtà nata dall’intesa tra Mercedes, Stellantis e Total, ferma definitivamente il progetto per la fabbrica di batterie per le auto elettriche in Molise, e a Kaiserslautern in Germania. Va avanti invece il sito francese di Billy-Berclau/Douvrin

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Gigafactory di Termoli

Acc, realtà nata dall’intesa tra Mercedes, Stellantis e Total, ferma definitivamente il progetto per la gigafactory di Termoli per la produzione di batterie per le auto elettriche in Molise, così come quella a Kaiserslautern in Germania. Va avanti invece il sito francese di BillyBerclau/Douvrin.

La decisione di Acc, in pausa già dal 2024, non è un fulmine a ciel sereno perché era da tempo nell’aria anche se più volte erano stati prorogati i tempi. L’ufficialità è arrivata dopo una telefonata tra il capo del personale Stellantis e la Uilm che l’ha diffusa. «La direzione di Acc ci ha ufficializzato stamattina ciò che temevamo da tempo, vale a dire che il progetto di costruire una gigafactory a Termoli è definitivamente accantonato, così come del resto anche in Germania. L’unico modo per salvaguardare lo stabilimento di Termoli diventa, quindi, l’arrivo immediato di produzioni meccaniche» avvertono Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto, e Francesco Guida, segretario generale della Uilm di Campobasso.

Acc spiega le ragioni della scelta: dinamiche di mercato, riorganizzazione strategica, promuovere l’eccellenza operativa. La società mantiene «la propria capacità industriale in Francia, utilizzando il sito di Billy-Berclau/Douvrin come principale polo di innovazione per concentrarsi sul miglioramento dell’efficienza e della competitività della produzione. Senza un sostegno immediato e mirato alla produzione locale, l’Europa rischia di rinunciare alla propria autonomia strategica in una delle tecnologie più critiche del Ventunesimo secolo».

Immediata la risposta di Stellantis: «come concordato un anno fa al Mimit puntiamo a sostenere il “Made in Italy” e a garantire il futuro dello stabilimento. Agli attuali dipendenti dell’Acc sarà offerta la continuità lavorativa all’interno di Stellantis che prende atto della decisione di Acc di avviare discussioni con le parti sociali al fine di bloccare i progetti delle gigafactory in Germania e in Italia. Stiamo monitorando attentamente la situazione e restiamo pienamente mobilitati per valutarne le implicazioni industriali e sociali».

Stellantis ha confermato al Mimit che entro il 2026 arriverà a Termoli la linea di produzione del cambio e-Dct. Inoltre, è previsto un investimento sui motori Gse conformi alla normativa Euro 7, garantendone la piena utilizzabilità anche dopo il 2030 sia nella gamma di prodotti attuale sia in quella futura, in una sorta di ritorno al futuro con motori a benzina e diesel.

La Uilm ricorda che «Termoli per 54 anni è stata leader nella produzione di motori e di cambi, accumulando competenze, professionalità irrinunciabili. Il futuro prossimo dello stabilimento deve essere legato alle meccaniche, ai motori e ai cambi, settori nei quali Termoli ha dimostrato, nel tempo, di essere un’eccellenza».

E le voci che arrivano da Torino danno per scontato, specie dopo le comunicazioni dell’amministratore delegato Stellantis Antonio Filosa dell’uscita dallo scenario dell’elettrificazione spinta imbastita dal suo predecessore Carlos Tavares, il ritorno ai motori a benzina FireFly e una riedizione del Diesel Multijet 1,6 litri, che il mercato rimpiange dopo l’insoddisfazione dei consumatori circa i numerosi e gravi difetti fatti registrare dai motori di origine Peugeot che hanno colonizzato tutta la produzione del gruppo, cancellando quelle peculiari caratteristiche tipiche dei motori di origine Fiat.

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