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Immatricolazioni auto: marzo +7,6%, gennaio-marzo +9,2

Case e concessionari lamentano la mancata erogazione degli incentivi da oltre un mese, causando problemi di sostenibilità finanziaria alle imprese.

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Nel mese di marzo 2026 le immatricolazioni auto in Italia sono state 185.367 con una crescita rispetto allo stesso mese del 2025 del 7,6%, mentre nel primo trimestre dell’anno le immatricolazioni sono state 484.802 con una crescita sullo stesso periodo del 2025 del 9,2%. Questo risultato risente ancora degli incentivi per l’acquisto di vetture elettriche prenotati a partire dal 22 ottobre 2025.

Questi incentivi hanno influenzato positivamente le immatricolazioni auto in novembre quando la quota delle elettriche sulle immatricolazioni è salita al 12,2% contro il 5,2% dei primi dieci mesi dell’anno. L’apporto degli incentivi ha influito anche sui risultati di dicembre che hanno visto la quota delle elettriche attestarsi attorno all’11% e un apporto positivo vi è stato anche nei primi mesi del 2026 in cui le quote dell’elettrico sulle immatricolazioni sono state del 6,6% in gennaio, del 7,9% in febbraio e dell’8,6% in marzo.

Come i dati citati mostrano, la spinta degli incentivi all’acquisto di auto elettriche sta ancora sostenendo il mercato dell’auto italiano, ma questa spinta si sta affievolendo e si può quindi ritenere che nei prossimi mesi vi sarà un rallentamento delle immatricolazioni, che sono tuttavia già su livelli molto depressi.

Dato questo quadro, stupisce il fatto che nonostante il forte ridimensionamento rispetto ai livelli ante-crisi delle immatricolazioni negli ultimi anni, il parco circolante continua ad aumentare perché è fortemente cresciuto il numero di persone che quando devono cambiare la loro auto o devono acquistare la loro prima auto si rivolgono al mercato dell’usato prendendo in considerazione anche auto che prima della pandemia sarebbero state rottamate. La conseguenza è naturalmente un forte invecchiamento del parco circolante italiano con ripercussioni negative sull’inquinamento e sulla sicurezza della circolazione.

Le prospettive per l’immediato futuro non appaiono poi certo positive. Esaurita la spinta degli incentivi, di cui si è detto, che cosa sosterrà le vendite? Dall’inchiesta congiunturale mensile sul mercato dell’automobile condotta dal Centro Studi Promotor emerge infatti che il 51% dei concessionari dichiara un basso volume di raccolta ordini in marzo, mentre il 55% dichiara un basso livello di affluenza di visitatori negli autosaloni e soltanto il 10% ritiene possibile l’aumento delle vendite nei prossimi tre/quattro mesi, mentre il 56% ipotizza stabilità e il 34% prevede mercato in calo.

Se le immatricolazioni auto galleggiano, i problemi per il settore arrivano dai ritardi con cui il governo eroga gli incentivi ai concessionari che si trovano costretti ad anticipare ingenti cifre in termini di sconto agli acquirenti esponendo le reti a forti tensioni finanziarie.

Massimo Artusi, presidente Federauto, illustra bene la situazione: «riguardo a questi incentivi non possiamo tacere che si tratti di un’operazione che continua ad incepparsi nella fase decisiva dell’erogazione del sostegno da parte del ministero dell’Ambiente, il cui blocco perdura già da oltre un mese. Dal momento che la misura prevede che l’incentivo sia erogato sotto forma di sconto sul prezzo d’acquisto, le concessionarie si devono far carico di anticipare alle case la differenza (il valore di ciascun voucher) di cui dovrebbero successivamente essere rimborsate. In questa situazione, le concessionarie, si sono esposte oltre l’aggravio dei loro costi, finanziariamente e commercialmente per svariati milioni di euro, per saldare i costruttori, e si trovano nella paradossale difficoltà di spiegare al cliente, come mai non possono consegnargli l’auto che ha acquistato».

«Federauto ha più volte sollecitato il ministero dell’Ambiente, prima paventando il crearsi di tale situazione, poi per sollecitare un intervento urgente dello stesso ministro Gilberto Pichetto Fratin, affinché la presenza di una singola pratica non conforme non blocchi la prosecuzione dell’iter relativo a tutte le altre istanze a danno dei concessionari e con grande disagio per i clienti» ribadisce Artusi, che evidenzia come il buon andamento del mercato sia stato sostenuto dalle autoimmatricolazioni degli stessi concessionari «in coincidenza della chiusura del primo trimestre dell’anno e dei bonus ad esso legati, determinanti per raggiungere quel minimo di risultato positivo di bilancio, oltre al contributo non trascurabile del giorno lavorativo in più rispetto allo scorso anno».

Un dato da non trascurare è la forte avanzata delle immatricolazioni di auto prodotte in Cina, che nel trimestre hanno superato le 64.000 unità raggiungendo una quota di mercato di ben il 13,2%, in gran parte realizzato con motorizzazioni a benzina o al più ibride.

Per sostenere strutturalmente il mercato dell’auto italiano serve una profonda modifica dell’assetto fiscale che grava sul comparto, specie quello dell’auto aziendale, in Italia storicamente molto penalizzante: per il presidente dell’Unrae, Roberto Pierantonio, «è necessario intervenire sull’Iva, sulle quote di ammortamento e di deducibilità parificando la situazione italiana a quella degli altri grandi paesi europei. La Delega Fiscale in scadenza il prossimo 29 agosto rappresenta un’occasione per intervenire in tal senso».

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