Home Motori Volkswagen dimezza l’utile e taglia 50.000 posti al 2030

Volkswagen dimezza l’utile e taglia 50.000 posti al 2030

Blume per indorare l’amara pillola dell’utile dimezzato annuncia 30 nuovi modelli come gruppo con cinque marchi in Cina entro il prossimo anno.

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Volkswagen riesce a chiudere il 2025 ancora in utile, a differenza delle rivali Stellantis e Renault, mantenendosiin carreggiata”, secondo l’amministratore delegato Oliver Blume. Il risultato netto si è però quasi dimezzato da 12,4 a 6,9 miliardi, scendendo ai minimi dal 2016. In calo dello 0,2% a 9,02 milioni i veicoli venduti, mentre i ricavi sono scesi dello 0,8% a 321,9 miliardi e il margine operativo lordo si è ridotto da 37,96 a 32,1 miliardi.

Più sensibile il calo del risultato operativo, sceso del 53,5% a 8,9 miliardi per effetto di svalutazioni e dei dazi Usa. Al contrario il flusso di cassa netto è cresciuto dell’1,3% a 6,4 miliardi e la liquidità netta è salita dello 0,1% a 34,5 miliardi, con il ritorno dell’utile finanziario a 439 milioni, contro una precedente perdita di 2,25 miliardi.

Per il 2025 il consiglio di amministrazione di Volkswagen propone agli azionisti un dividendo in diminuzione del 17% a 5,26 euro per le azioni privilegiate a 5,2 euro per quelle ordinarie, che lascia invariata la politica di ridistribuzione al 30% dell’utile. Volkswagen, secondo Blume, ha dimostrato di avere «basi robuste» e che i programmi fissati al 2030 «stanno funzionando». «Sostenuti da un forte impulso finanziario alla fine dell’anno – spiega Blumeabbiamo rafforzato ulteriormente il gruppo e dopo 3 anni intensi di riallineamento stiamo vedendo progressi tangibili».

Un riallineamento che però non sembra essere terminato, dato che nella lettera agli azionisti ammette che si dovranno tagliare 50.000 posti di lavoro entro il 2030. Da qui la reazione positiva del titolo in borsa, dove ha guadagnato il 2,8% a 90,6 euro. Nel 2025 gli addetti sono scesi del 2% a 662.900 unità e i precedenti accordi sindacali prevedevano un taglio complessivo di 35.000 unità, con possibili agitazioni sindacali per gli ulteriori tagli che, probabilmente, non saranno gli ultimi se l’avanzata sul mercato europeo dei nuovi marchi cinesi seguirà con la stessa velocità finora dimostrata.

«Abbiamo realizzato risparmi per un miliardo nel 2025 – spiega Blume – e siamo sulla strada giusta per raggiungere il nostro obiettivo di risparmiare oltre 6 miliardi di euro annui in tutto il gruppo entro il 2030». Il 2026 apre «la prossima fase di trasformazione» di Volkswagen che si trova a fronteggiare un ambiente «fondamentalmente modificato». «Siamo determinati a proseguire nel percorso che abbiamo intrapreso» afferma Blume che intende «adattare il modello di business» e procedere «con disciplina» al lavoro di taglio dei costi e alla realizzazione di «modelli innovativi» con il lancio quest’anno di «una mobilità elettrica abbordabile con una tecnologia premium».

Poi c’è la Cina, dove è previsto il lancio di 30 nuovi modelli come gruppo con i suoi cinque marchi entro l’anno prossimo, allargando l’esperienza poi «in altre regioni nel mondo». «Stiamo costruendo il primo chip di intelligenza artificiale del gruppo – incalza Blume – e abbiamo avviato la produzione di “unfied cell”, la piattaforma di batterie della controllata PowerCo. Raggiungeremo nuovi traguardi nelle batterie, nel software e nella guida autonoma – conclude – per diventare protagonisti della tecnologia automobilistica mondiale».

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