Home Olimpiadi Invernali 2026 Simico: «il commissario non coincida con l’amministratore delegato»

Simico: «il commissario non coincida con l’amministratore delegato»

Il parere del presidente dell’Anac, Giuseppe Busia, in audizione alle commissioni riunite Ambiente e trasporti della Camera.

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Fondazione Milano Cortina simico Fondazione Milano-Cortina

L’amministratore delegato della Società Infrastrutture Milano-Cortina (Simico) non può essere anche commissario straordinario alle opere, come prevede il decreto leggeInfrastrutture”. Il rischio concreto è che «controllore e controllato potrebbero in parte sovrapporsi» ha detto il presidente dell’Anac, Giuseppe Busia, in audizione di fronte alle commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera, piazzando un netto paletto a uno dei passaggi più delicati del decreto 73, approvato lo scorso 19 maggio dal Consiglio dei ministri.

Un testo voluto dal ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, che oltre alle opere della Milano-Cortina va a intervenire su un ventaglio di materie che passa per i contratti pubblici, le concessioni autostradali, la motorizzazione civile e naturalmente la “grande opera” più imponente, il Ponte sullo Stretto di Messina. E anche sulla maxi-infrastruttura, i cui lavori nelle ambizioni del governo dovrebbero partire entro questa estate, Busia ha mosso appunti all’operato del ministero di Salvini: il problema di fondo restano i costi, per cui sarebbe necessario un dialogo chiarificatore con l’Ue. E poi c’è il fatto che non c’è un progetto esecutivo e questo non fa che proiettare nell’incertezza gli aspetti economici del cantiere. Vista la dimensione dell’investimento, non è cosa da poco.

Meno onerose, ma non prive di criticità, anche le infrastrutture per le Olimpiadi Invernali 2026, in particolare la funivia per il Socrepes. Per accelerare la sua realizzazione il decreto prevede la nomina a commissario di Fabio Saldini, amministratore delegato di Simico. Ma questo, per Busia, sarebbe un errore: «siccome la società ha un ruolo operativo per i contratti sarebbe utile che il commissario fosse un soggetto terzo rispetto a chi svolge le gare. Suggerirei quindi di seguire lo schema tipico, perché altrimenti controllore e controllato potrebbero in parte sovrapporsi».

Più articolate le riflessioni del presidente dell’Anac sul Ponte dello Stretto, e riguardano i vincoli europei: «la direttiva Ue a cui il decreto richiama – spiega Busiaprevede che non ci si discosti in termini di costi a più del 50% del valore messo ordinariamente in gara». Ora, il valore scelto dal decreto è quello dell‘aggiornamento del Def del 2012. Ma qui sorge un «problema interpretativo: il valore messo a base di gara era quasi la metà di quello preso a riferimento oggi – prosegue – e si chiede al legislatore di intervenire individuando come valore quello individuato anni dopo». Nonostante sarà certo data una «copertura di tipo normativo», più prudente sarebbe però rivolgersi direttamente a Bruxelles, tramite «una formale interlocuzione con le istituzioni comunitarie». Il problema dei vincoli si va a incrociare con quello dell’«assenza del progetto esecutivo – ricorda Busia -. Il progetto sarà approvato per fasi successive e questa incertezza si riflette sui costi: per questo sarebbe auspicabile si arrivasse nel frattempo al progetto esecutivo per dare a governo e parlamento una visione chiara almeno dei costi iniziali». Anche perché «la storia insegna» che varianti e spese che lievitano sono sempre in agguato.

Infine, il tema dei controlli: «un’opera di queste dimensioni richiede un innalzamento delle verifiche – dice Busia -. Questo decreto può essere l’occasione per prevedere da un lato l’uso di tutti gli elementi di digitalizzazione dei cantieri, così da verificare tutte le imprese, anche quelle in subappalto dove si verificano più volte le infiltrazioni, e garantire la sicurezza dei lavoratori. Un aumento credo condiviso da tutti inserito nel decreto, abbassando le soglie ed estendendole anche alle imprese che hanno affidamenti sotto i 150.000 euro».

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