Home Politica Accordo Ue-Mercosur firmato in Paraguay ma in Ue si preannuncia battaglia

Accordo Ue-Mercosur firmato in Paraguay ma in Ue si preannuncia battaglia

L’Europarlamento ribolle per l’ennesimo sgarbo di von der Leyen ai deputati con la firma prima del voto dell’assemblea. E il settore agricolo è in agitazione, mentre il manifatturiero festeggia.

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accordo ue mercosur

Dopo 25 anni di negoziati è stato firmato ad Asuncion l’accordo Ue-Mercosur, uno dei più importanti accordi commerciali al mondo, in grado di creare un’area di libero scambio pari al 20% del Pil mondiale, creando nuove opportunità per 700 milioni di persone. L’approvazione finale dovrà passare dal voto del Parlamento europeo dove permangono forti incognite e il cammino per la ratifica potrebbe durare mesi, anche a causa del pesante sgarbo istituzionale perpetrato da Ursula von der Leyen che ha firmato in carenza del voto parlamentare sull’accordo.  E oltre a molti eurodeputati, sono già sul piede di guerra anche settori economici come quello agricolo che annunciano nuovi blocchi con i loro trattori in mezza Europa.

Alla cerimonia di Asuncion, Ursula von der Leyen ha descritto il valore perfino morale dell’accordo Ue-Mercosur e di contro incalzare il presidente americano, in modo fermo, anche senza citarlo: «questo accordo – ha attaccato il presidente della Commissione europea – invia un segnale forte al mondo. Riflette una scelta chiara e deliberata. Preferiamo il commercio equo ai dazi doganali. Ora il mondo dovrà ascoltarci. Stiamo creando la più grande zona di libero scambio al mondo, un mercato che vale quasi il 20% del Pil globale, con opportunità incalcolabili ai nostri 700 milioni di cittadini».

Anche il presidente del Consiglio Ue, il portoghese Antonio Costa, ha battuto su questo punto: «mentre c’è chi che crea barriere, noi lanciamo ponti. Oggi lanciamo un messaggio sull’essenza del commercio libero, del multilateralismo e del diritto internazionale come base nel rapporto tra le regioni, invece che arma geopolitica. Non vogliamo creare sfere d’influenza ma zone di prosperità condivisa, non vogliamo né dominare né imporre, ma rafforzare i legami tra i cittadini e le nostre imprese».

Ma von der Leyen è andata oltre, facendo capire che l’Unione non ci sta ad avere un peso economico di secondo piano, schiacciata dai colossi Usa e Cina. Accanto al padrone di casa, il presidente del Paraguay, Santiago Peña, Ursula ha mostrato i muscoli, invero flaccidi dell’Unione europea: «stiamo creando una piattaforma per lavorare su una serie di questioni globali, dalla protezione del nostro prezioso ambiente naturale alla riforma delle istituzioni globali. Uniremo le nostre forze come mai prima d’ora, perché crediamo che questo sia il modo migliore per garantire la prosperità dei nostri popoli e dei nostri paesi. E quando le nostre due regioni parleranno con una sola voce sulle questioni globali, il mondo ascolterà».

A firmare i vari testi è stato il Commissario al commercio, Maroš Šefčovič, insieme ai suoi omologhi dei 4 Paesi sudamericani.

Il partenariato eliminerà i dazi all’importazione sul 91% delle esportazioni continentali verso il Sud America: auto, macchinari, apparecchiature per la tecnologia dell’informazione e della comunicazione, tessili, cioccolato, alcolici, vino. Stessa sorte per il 92% delle esportazioni del Mercosur verso l’Ue, tra cui carne bovina, pollame e zucchero. Nelle previsioni di Bruxelles, l’export europeo agroalimentare verso la regione aumenterà del 50%, eliminando tariffe che oggi arrivano fino al 55% su alcuni prodotti (sono al 35% sui ricambi di auto, al 20% sui macchinari, al 18% sulla chimica). E i risparmi per le imprese Ue sono stimati in oltre 4 miliardi di dollari all’anno.

Previste salvaguardie in caso di un aumento eccessivo di derrate agroalimentari in entrata che possano turbare il mercato Ue. Per i prodotti sensibilicarne bovina, pollame, riso, miele, uova, aglio, etanolo, zucchero – la Commissione europea resta pronta ad aprire un’indagine ogni volta che si verificherà un aumento del 5% dei volumi delle importazioni o a un calo del 5% dei prezzi all’importazione. La soglia era stata fissata all’8% nel negoziato tra Paesi Ue e Parlamento ma è stata ulteriormente abbassata su richiesta dell’Italia. Se dall’indagine dovesse emergere un serio rischio di danno, Bruxelles potrà revocare temporaneamente i dazi agevolati previsti. Altre tutele per gli agricoltori europei contro il dumping prevedono un limite massimo alla quantità di prodotti importati dal Mercosur che beneficiano di tariffe più basse per la carne bovina, quella suina e il pollame.

L’intesa proteggerà oltre 340 prodotti alimentari tradizionali dell’Ue, riconosciuti come indicazioni geografiche: si tratta del numero più elevato delle Ig europee – che comprendono Dop e Igp – mai tutelate in un accordo commerciale siglato dall’Ue.

Ora l’accordo Ue-Mercosur dovrà superare una serie di ostacoli politici e sociali, dentro l’aula del Parlamento di Strasburgo, ma anche fuori, per strada, dove sono annunciate forti proteste di piazza degli agricoltori prima di essere effettivamente operativo, e il rischio di imboscate è molto forte anche per quella voglia di rendere la pariglia a von der Leyen.

«Le garanzie messe in campo dalla Commissione europea non sono ancora sufficienti», attacca il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, ribadendo le critiche del mondo agricolo che sarà per strada a Strasburgo il prossimo 20 gennaio, in corrispondenza della plenaria, dove i contrari all’intesa, in prima linea i sovranisti europei e gli eurodeputati francesi, daranno battaglia.

La strategia di chi vuole impallinare l‘accordo nei lavori d’aula si svilupperà su due fronti: uno squisitamente politico, con un voto di sfiducia alla Commissione, il secondo sul piano giudiziario, con la richiesta di un rinvio dell’accordo alla Corte di Giustizia. Se il tentativo di far dimettere Ursula von der Leyen, il voto è programma giovedì, sembra destinato a naufragare, il secondo voto, previsto mercoledì, rischia di essere più delicato per i sostenitori dell’accordo. Se la richiesta di rinvio alla Corte di Giustizia verrà respinta, l’iter della ratifica dell’accordo potrà proseguire secondo il calendario previsto: a febbraio il via libera sulle nuove misure di salvaguardia per gli agricoltori già approvate dai Ventisette, quindi un voto tra aprile e maggio e un possibile via libera definitivo entro la fine dell’anno. In caso contrario, invece, tutto si fermerebbe in attesa del verdetto dei giudici di Lussemburgo. Altri 18-24 mesi di limbo, dopo oltre un quarto di secolo di negoziati.

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