L’accordo Ue-Mercosur con i Paesi sudamericani della costa atlantica sarà firmato il 17 gennaio in Paraguay. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri argentino, Pablo Quirno. «Dopo oltre 30 anni di negoziati, il 17 gennaio in Paraguay firmeremo un accordo storico e il più ambizioso tra i due blocchi», ha Quirno, ricordando che i Paesi del Mercosur «avranno un accesso preferenziale al mercato Ue e la terza economia mondiale, un mercato di 450 milioni di persone, che rappresenta circa il 15% del Pil mondiale. Il 99% delle esportazioni agricole del Mercosur ne trarrà beneficio».
Uno scenario che inquieta il settore primario europeo, nonostante il presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, me magnifichi le sorti: «la perseveranza e l’impegno dell’Europa nel realizzare le nostre priorità e mantenere i nostri impegni sono evidenti. In un momento in cui il commercio e le dipendenze vengono strumentalizzati e la natura pericolosa e transazionale della realtà in cui viviamo diventa sempre più evidente, questo storico accordo commerciale è un’ulteriore prova che l’Europa traccia la propria rotta e si conferma un partner affidabile. Non vedo l’ora di recarmi in Paraguay per poter iniziare insieme questa nuova era».
Von der Leyen ne illustra i vantaggi: «è positivo per i nostri cittadini, le nostre imprese e tutti gli Stati membri. Oggi 60 000 aziende europee esportano verso il Mercosur, metà delle quali sono piccole e medie imprese che beneficeranno di tariffe più basse, risparmieranno circa 4 miliardi di euro all’anno in dazi all’esportazione e beneficeranno di procedure doganali più semplici. Fondamentalmente, l’accordo garantirà alle nostre aziende un migliore accesso alle materie prime essenziali. Abbiamo ascoltato le preoccupazioni dei nostri agricoltori e del nostro settore agricolo e abbiamo agito di conseguenza. Questo accordo contiene solide garanzie per proteggere i loro mezzi di sussistenza. Stiamo inoltre intensificando le nostre azioni in materia di controlli sulle importazioni, perché le regole devono essere rispettate, anche dagli importatori».
«Allo stesso tempo – rimarca il presidente della Commissione Ue – sfrutteremo le opportunità che questo accordo offre ai nostri agricoltori. Ad esempio, l’accordo include 350 indicazioni geografiche europee, più di qualsiasi altro accordo commerciale dell’Ue. Si tratta di un accordo vantaggioso per entrambe le parti. In qualità di uno dei principali partner commerciali e di investimento del Mercosur, questo accordo creerà maggiori opportunità commerciali e stimolerà gli investimenti europei in settori strategici. Si prevede che le esportazioni dell’Ue verso il Mercosur cresceranno di quasi 50 miliardi di euro entro il 2040 e che le esportazioni del Mercosur cresceranno a loro volta fino a 9 miliardi di euro».
Per Coldiretti «c’è un miglioramento sulle clausole di salvaguardia ottenuto dal Governo italiano, con il passaggio dal 10% originariamente previsto al 5% della soglia per far scattare la tutela sui prodotti agricoli sensibili. Insufficienti, invece, i requisiti di reciprocità. Il Governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte. La reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, rimane un punto essenziale che abbiamo più volte ribadito: chi vuole esportare in Europa deve rispettare gli stessi standard produttivi, ambientali e sanitari richiesti alle nostre imprese agricole».
Gli agricoltori hanno messo von der Leyen nel mirino: «ora il presidente della Commissione e la sua ristrettissima cerchia di tecnocrati, di cui continuiamo a non fidarci, deve tradurre in regolamenti gli impegni richiesti dall’Italia su un principio di reciprocità valido per tutti gli scambi commerciali e non solo per quelli del Mercosur. Dimostri una volta di capire le esigenze dell’economia reale, tutelando gli interessi veri dei contadini che continuano a voler produrre all’interno del continente europeo e non come altri settori produttivi che hanno preferito delocalizzare. Questo accordo, così com’è – ribadisce Coldiretti – finisce per favorire soprattutto l’industria chimica tedesca, produttrice di fitofarmaci vietati severamente in Europa, che esporta anche nei paesi del Mercosur e senza reciprocità ce li rimanda nel piatto attraverso i cibi, a discapito della salute dei cittadini consumatori europei».
La strada verso l’approvazione finale dell’accordo Ue-Mercosur è comunque in salita, visto che molti stati Ue sono contrari, a partire da Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda che hanno votato contro mentre il Belgio si è astenuto. Le proteste del mondo produttivo primario sono già una realtà, come quella svoltasi a Milano organizzata da Coapi e Riscatto Agricolo Lombardia che hanno manifestato dinanzi alla sede del Consiglio regionale lombardo.
Ma il comparto agricolo non ha una posizione unitaria contro l’accordo Ue-Mercosur: per i settori di vino, latte e formaggi, suinicolo e ancora di più per le Dop e Igp italiane, «l’accordo Ue‑Mercosur rappresenta un’intesa in grado di aprire nuovi e significativi sbocchi commerciali» affermano all’unisono Uiv, Federvini e Assolatte, perché il comparto di vini e liquori può ottenere in virtù dell’accordo un abbattimento dei dazi fino al 35% e quello dei formaggi una riduzione progressiva delle barriere tariffarie.
Con questa intesa, secondo Confindustria, i benefici per l’Italia sono particolarmente rilevanti. «Nasce la più grande area di libero scambio al mondo con oltre 700 milioni di consumatori e le opportunità per le aziende sono enormi», ricorda Assica (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi). Un export aggiuntivo, secondo Federalimentare, «che per l’industria alimentare italiana può valere ogni anno fino a 400 milioni».
Anche la politica è divisa: in Italia plaudono all’accordo Fratelli d’Italia e Forza Italia, mentre è critica la Salvini Premier con “Patto per il Nord” che sparge sale sul sangue dei “Patrioti”: «abbiamo sempre sostenuto che la somma dei nazionalismi non può mai essere un risultato positivo, perché essi si annullano a vicenda. Ciò che in merito all’accordo Ue–Mercosur sta succedendo ai “Patrioti” di Salvini, Le Pen e Orban è tanto emblematico quanto paradossale. L’Ungheria di Orban è contraria all’accordo, la Francia di Macron pure, ma il presidente del Rassemblement National e del gruppo dei Patrioti per l’Europa al Parlamento europeo, Bardella, vuole censurare sia il governo francese sia la Commissione von der Leyen; il governo italiano, quindi anche il vicepremier Salvini, è invece a favore, ma la Salvini Premier finge di essere contraria. Questo cortocircuito – sottolinea il segretario federale Paolo Grimoldi – dimostra la colossale presa in giro degli elettori e degli agricoltori da parte dei sovranisti della Salvini Premier che, tradendo gli impegni presi in campagne elettorale, cercano di imbrogliare tutti recitando più ruoli in commedia, quello di maggioranza e quello di opposizione, con la Lega in Parlamento che è contro ciò che decide la Lega al Governo».
Ma poi bisognerà vedere la reazione del padrone del “giardino di casa”, ovvero quel Donald Trump che ha più volte ribadito di volere essere lui a gestire le sorti del quadrante americano, sorti che potrebbero subire qualche contraccolpo dal varo dell’accordo tra le due sponde dell’Atlantico.
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