
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera agli schemi di intesa preliminare tra il Governo e le regioni Liguria, Lombardia, Piemonte, Veneto che delinea il percorso per la maggiore Autonomia alla presenza dei quattro governatori e con «grande soddisfazione» del ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli, che «esulta per questo storico passaggio» in Cdm.
«Per la prima volta da quando si parla di regionalismo, c’è un passaggio ufficiale per l’attuazione concreta dell’Autonomia da parte del Governo e in piena sintonia con le quattro regioni che hanno avviato il percorso previsto dalla legge 86/2024 – ha dichiarato Calderoli -. Si tratta di un traguardo storico per il regionalismo, che mai aveva visto l’avvio di un iter istituzionale propriamente detto attraverso degli schemi di intesa, ed è soprattutto una grande emozione personale, perché l’Autonomia è la mia ragione di vita. Ora inizia ufficialmente il cammino per portare questi Schemi di intesa all’approvazione definitiva, ma il passo avanti compiuto oggi è veramente decisivo».
Dal fronte dei governatori all’unisono dichiarano «siamo molto soddisfatti, si è fatto un passo importante nella procedura per arrivare alla conclusione di questo percorso per la maggiore Autonomia». Così il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, assieme ai colleghi Marco Bucci (Liguria), Alberto Stefani (Veneto) e Alberto Cirio (Piemonte). «Direi che ci sono alcuni punti che sono rilevanti, come in materia sanitaria l’eliminazione dei silos – sottolinea Fontana -, è una vera dimostrazione di Autonomia perché i risparmi invece di dover rimanere vincolati possono essere spesi secondo le esigenze e le necessità regionali. Questa è la dimostrazione di cosa vuol dire Autonomia: non chiedere più soldi ma essere responsabili di quelle che sono le scelte a livello regionale».
«Faccio un commento da presidente della regione Piemonte perché è la regione dove l’Italia è nata e quindi io credo che oggi noi abbiamo fatto un passo per rendere più forte l’Italia – afferma il governatore Alberto Cirio -. L’abbiamo fatto perché l’Autonomia differenziata è all’interno della Costituzione italiana, l’abbiamo fatto perché da domani potremo essere più vicini ai cittadini nel risolvere i loro problemi. Uso solo un esempio: noi siamo una terra meravigliosa ma molto fragile, abbiamo molti problemi con l’assetto idrogeologico, con le alluvioni e le calamità naturali. Ecco, da oggi noi abbiamo messo le basi perché sia il presidente della Regione a poter dichiarare lo stato di emergenza nella propria Regione e non aspettare due mesi che sia il governo da Roma a venire a verificarlo. Questo è solo un esempio pratico per dire come l’atto di oggi non divide niente, anzi unisce e soprattutto rende l’Italia migliore».
Soddisfatto anche il veneto Alberto Stefani: «mi permetto di segnalare l’importanza della materia Lea, tutela della salute in coordinamento con la finanza pubblica, che oltre a eliminare i silos, integra anche la possibilità dei fondi sanitari integrativi nella spesa sanitaria. Per una regione come il Veneto vale circa 300 milioni di euro in più di possibile spesa in favore dei cittadini e la possibilità anche di migliorare l’accesso ai finanziamenti per quanto riguarda l’ammodernamento del patrimonio edilizio e tecnologico. Poi c’è il tema della protezione civile, con la possibilità anche di ordinanze in deroga e soprattutto la possibilità che il presidente di Regione possa essere commissario per l’emergenza per casi di calamità di carattere emergenziale nazionale. C’è poi il tema della previdenza complementare integrativa, assolutamente fondamentale per il futuro, e ultima materia non Lep, quella delle professioni, che permetterà alle Regioni di poter aggiornare i propri elenchi, di poter garantire anche delle qualifiche innovative. Credo siano iniziative che vanno nella direzione della responsabilità – rimarca Stefani – che significa rispondere ai propri territori, e questa è la più grande forma di politica che possiamo adottare».
«Oggi discutiamo di Autonomia, sono molto contento che per la Regione Liguria si possa fare un gran passo avanti, per cui andiamo a vedere. Per noi è un gran passo soprattutto per la sanità e la protezione civile, che sono le due cose che hanno l’effetto più immediato sui cittadini – ha detto il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci -. Se c’è il rischio di aumentare il divario tra Nord e Sud in tema di protezione civile? No, io penso esattamente l’opposto. La protezione civile ci consente di poter disporre dei fondi immediatamente il giorno dopo l’evento. Se il presidente si prende la responsabilità amministrativa, le persone che purtroppo hanno subito un danno possono avere rimborso il giorno dopo: è una cosa veramente incredibile rispetto ai tempi a cui siamo abituati oggi. Si prende la responsabilità il presidente, chiedendo un anticipo in base a quelli che sono i finanziamenti statali. Certo ci vuole qualcuno che ci metta la faccia ed io mi sento di rischiare per i miei cittadini».
Per quanto riguarda i prossimi passi della maggiore Autonomia per le regioni ordinarie, per Stefani, «ora ci sarà il parere della Conferenza unificata delle regioni entro 60 giorni, poi delle Camere entro 90 giorni, e poi il passaggio in Consiglio dei ministri e in Regione».
«Bisogna portare a compimento questo percorso – conclude il lombardo Fontana – perché io credo che, soprattutto dopo che questa proposta diventerà legge, la gente si renderà conto di come tutte le bugie che sono state raccontate in questi anni non siano assolutamente realtà, e come questa Autonomia non creerà nessuno dei problemi che vengono rappresentati, ma al contrario migliorerà la qualità delle risposte amministrative, le velocizzerà e si riuscirà a dimostrare come ogni singolo amministratore debba essere responsabile delle scelte che fa e ne risponde direttamente i propri cittadini».
Intanto, dal fronte delle opposizioni si spara ad alzo zero sul percorso autonomistico. Per Marco Sarracino, responsabile Coesione territoriale, Sud e aree interne nella segreteria nazionale del Pd, «il Consiglio dei ministri della secessione si è appena tenuto a Palazzo Chigi. Giorgia Meloni ha scelto di andare avanti sull’Autonomia differenziata, approvando le pre-intese con le Regioni Veneto, Piemonte, Liguria e Lombardia: uno schiaffo alla coesione nazionale, un colpo all’unità del Paese. A destra si autoproclamano patrioti, ma in realtà spaccano l’Italia».
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