Il cantiere della linea AV Torino-Lione è stato nuovamente protagonista di un assalto di gruppi di facinorosi che hanno causato pesanti danni economici e rallentato l’operatività con il danneggiamento di numerosi apparati tecnici e uffici.
«Una prima stima dei danni al solo cantiere di Chiomonte è di circa 1 milione di euro. Sono ancora da valutare le tempistiche per la rimozione dei detriti e il ripristino degli spazi di lavoro e dei servizi in galleria» afferma Telt, la società italo francese che sta realizzando la linea ferroviaria ad alta velocità.
«Nel pomeriggio del 25 luglio in occasione del “Festival Alta Felicità” organizzato da dieci anni dal movimento “No Tav”, diversi gruppi di violenti hanno attaccato i cantieri della Torino-Lione a Salbertrand, Chiomonte, Susa (frazione Traduerivi) e San Didero. La situazione più critica si è verificata a Chiomonte» afferma Telt che ha ricevuto a Chiomonte anche la visita del premier Giorgia Meloni accompagnata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Nonostante gli attacchi e le contestazioni, i cantieri proseguono nelle lavorazioni. Per la futura linea ferroviaria merci e passeggeri AV Torino-Lione, gli appalti per le opere civili sono stati tutti aggiudicati tra il 2021 e il 2023. Sono stati realizzati lavori per un miliardo di euro nel 2024 e un altro miliardo nel 2025.
Fino a giugno 2026, quanto a gallerie, sono stati scavati circa 50 chilometri (di cui 21 di tunnel di base), pari al 30% dei 164 chilometri totali previsti. La sezione transfrontaliera si estende per 65 chilometri tra Susa e Saint-Jean-de-Maurienne. Nella sua totalità l’infrastruttura sarà composta da due tunnel ferroviari paralleli, quattro discenderie, da cui ora si accede per raggiungere il punto di scavo, e 204 by-pass di sicurezza.
La prima delle due maxi-frese destinate al versante italiano del tunnel di base del Moncenisio, cuore della AV Torino-Lione, è stata consegnata ufficialmente a marzo 2026 al raggruppamento d’impresa italiane e francesi Uxt, nello stabilimento della Herrenknecht in Germania. È lunga 235 metri ed è destinata a Chiomonte, in Val di Susa, nell’area metropolitana di Torino, per scavare la seconda discenderia e continuare poi verso Susa la canna sud del tunnel.
«È un progetto che porta un’innovazione straordinaria, con le imprese più importanti del mondo» ha detto il direttore generale di Telt (Tunnel Euralpin Lyon Turin), Maurizio Bufalini. Chiomonte ospita il principale cantiere italiano della sezione transfrontaliera e, al picco delle attività, è previsto l’impiego di circa 700 persone, mille su tutti i cantieri italiani dell’opera. La fresa italiana comincerà a scavare nel 2027, mentre al cantiere di Modane se ne sta montando una che scaverà il tratto di tunnel che attraverserà il confine tra Francia e Italia.
Al momento, a Saint-Martin-la-Porte è attiva la fresa “Viviana” che ha opera sulla canna nord per realizzare 9 chilometri in direzione Italia. Sta affrontando una zona particolarmente complessa del massiccio, frantumando la roccia a basso regime. La difficoltà geologica, già affrontata in passato, viene oggi gestita con tecniche apprese durante lo scavo della galleria sud. Tra il 2027 e il 2028 lo scavo meccanizzato raggiungerà il suo picco.
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