I contratti con le compagnie telefoniche e gli operatori internet potranno prevedere aumenti automatici nelle bollette telefoniche in base all’inflazione: è quanto prevede un emendamento al disegno di legge concorrenza firmato dai senatori di Forza Italia Antonino Salvatore Trevisi, Adriano Paroli e Dario Damiani che, inoltre, dà agli operatori la facoltà di aggiungere un piccolo incremento fisso, indicandolo chiaramente e informando i clienti prima della firma del contratto.
Altri due emendamenti, sempre di maggioranza, prevedono che le telefonate per chiedere assistenza telefonica possano essere a pagamento e tempi molto più brevi per le richieste di risarcimento: entro novanta giorni contro i due anni attuali. Il primo emendamento è a prima firma del senatore Damiani, il secondo è a prima firma di Renato Ancorotti di FdI.
Tra gli emendamenti al provvedimento anche una proposta, sempre di FdI, che cancella alcuni commi del Codice della strada, eliminando il divieto dei cartelloni sessisti «su strade e veicoli». Il provvedimento è all’esame della commissione Industria del Senato in prima lettura: nessun emendamento è ancora stato approvato (e su nessuno ancora vi sono i pareri del governo).
Tra le ipotesi per accelerare l’iter del ddl, che è uno degli obiettivi del Pnrr e che dunque deve essere approvato dal Parlamento entro dicembre 2025, quella che maggioranza e governo decidano di far decadere tutte le proposte di modifica, cercando di arrivare in Aula prima dell’avvio della sessione di bilancio.
La proposta forzista di aumenti automatici alle bollette telefoniche ha fatto infuriare i consumatori. «Un vero e proprio abuso che da un lato limiterebbe i diritti dei consumatori, dall’altro provocherebbe ogni anno danni economici da centinaia di milioni di euro per gli utenti della telefonia» sbotta il Codacons che denuncia pure l’emendamento al ddl concorrenza che «toglie ai consumatori la possibilità di recedere senza costi dai contratti».
«In base al testo dell’emendamento presentato da alcuni senatori di Forza Italia, – ricorda il Codacons – le compagnie telefoniche potranno inserire nei contratti clausole di adeguamento automatico delle tariffe all’inflazione. Il rincaro, pur modificando unilateralmente le condizioni praticate alla clientela, non sarebbe considerato una variazione contrattuale, e quindi annullerebbe il diritto degli utenti al recesso gratuito dai contratti. In pratica, se l’emendamento dovesse essere approvato, i gestori telefonici potranno aumentare ogni anno i prezzi senza che l’utente possa opporsi o cambiare operatore senza costi».
Per questo il Codacons chiede a tutte le forze politiche «di opporsi a tale misura che rappresenta un evidente regalo alle compagnie telefoniche, bocciando l’assurdo emendamento al Ddl concorrenza».
Dopo le numerose proteste che andavano anche in senso contrario alle logiche del mercato, Forza Italia ha preferito fare retromarcia, ritirando tutti gli emendamenti che avrebbero costituito un boomerang di consenso.
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