In Italia è caro accise sui carburanti, nonostante le promesse di tutti i leader politici, dal premier Giorgia Meloni al ministro ai trasporti Matteo Salvini, che in campagna elettorale promettevano di mettere più carburante nel serbatoio degli automobilisti e degli autotrasportatori, piuttosto che nelle fameliche casse del fisco. Ma così non è stato.
Dal 2000 ad oggi il caro accise sui carburanti si è manifestato in tutta la sua potenza distruttrice sulle tasche dei consumatori: «le accise sulla benzina sono salite del 35% negli ultimi 25 anni, di quasi il 63% sul gasolio, e dopo il recente riordino disposto dal governo l’Italia è balzata al secondo posto in Europa per il peso della tassazione sul diesel – denuncia il Codacons -. Dal gennaio 2000 ad oggi, l’accisa sulla benzina è salita da 0,527 a 0,713 euro al litro, con un incremento di 0,186 euro (+35,3%); nello stesso periodo l’accisa sul gasolio è passata da 0,388 a 0,632 euro al litro, ossia +0,244 euro (+62,8%). Il recente riallineamento delle accise piazza oggi l’Italia al settimo posto in Ue per il peso della tassazione sulla benzina (1,020 euro al litro in totale), e al secondo posto della classifica europea per le tasse sul gasolio (0,919 euro/litro)».
Per i consumatori del Codacons «peggio dell’Italia solo l’Irlanda con 0,925 euro di imposte su ogni litro di diesel». E rispetto alla media europea (0,855 euro al litro), prosegue il Codacons, «gli automobilisti italiani pagano sulla benzina il 19,3% in più di tasse, e addirittura il 24,2% in più sul gasolio (0,740 euro/litro la media delle imposte sul gasolio in Ue): tradotto in termini di spesa ai distributori, gli italiani pagano quasi 9 euro in più di tasse su un pieno di gasolio da 50 litri».
Qualcosa inoltre «non quadra sul fronte dei listini dei carburanti e del recente riallineamento delle accise – denuncia il Codacons -. In base ai dati della Commissione europea, il prezzo medio del gasolio è passato in Italia da una media di 1,578 euro al litro del 12 maggio scorso, a 1,591 euro del 19 maggio, in crescita di 1,3 centesimi come effetto della misura fiscale scattata il 15 maggio. La benzina, che avrebbe dovuto subire un calo di 1,5 centesimi, è invece salita nello stesso periodo da 1,689 a 1,698 euro al litro, +0,9 centesimi». Un andamento sul quale il Codacons «vuole vederci chiaro, nell’interesse degli automobilisti italiani, e per questo ha deciso di presentare un esposto a 104 Procure della Repubblica», con la Guardia di finanza che ha iniziato a fare controlli per sventare fenomeni di truffa ed aggiotaggio ai danni dei consumatori.
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