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Caro carburanti sempre più in orbita in tutt’Europa

E il 17 settembre in Italia cessa lo sconto di 17 centesimi/litro sul gasolio. Probabile un intervento non più alla pompa, ma sul fronte degli utilizzatori, a partire da quelli professionali.

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caro carburanti

Non si ferma l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio, in tutt’Europa, mentre in Italia il governo cerca la soluzione su come intervenire contro il caro carburanti dal 17 settembre, quando scadrà l’ultima proroga del taglio delle accise sul solo gasolio.

Secondo l’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese, sabato il prezzo “self service” sulla rete stradale ordinaria è di 2,100 euro al litro per la benzina e 2,208 euro al litro per il gasolio. Venerdì 11 settembre erano rispettivamente a 2,086 euro e a 2,193 euro. Sulla rete autostradale, il prezzo medio self è di 2,192 euro al litro per la benzina (venerdì era 2,176 euro) e 2,285 euro al litro per il gasolio (venerdì era 2,268 euro). E fare il pieno fuori dai caselli dei feudatari autostradali, il minor caro carburanti può liberare un margine per almeno un caffè se non anche di una pastina.

L’escalation del caro carburanti è stata netta: il 27 febbraio scorso, prima dell’attacco di Usa e Israele all’Iran, la benzina self sulle strade ordinarie costava 1,67 euro al litro, il gasolio 1,72 euro. Secondo l’associazione di consumatori Adusbef, in Italia, grazie al taglio delle accise da 17 centesimi, il prezzo del diesel rispetto al periodo pre-guerra è cresciuto meno all’Europa: +26%, ovvero 44 centesimi di euro in più al litro, rispetto alla media europea del +30%, 55 centesimi in più.

Per limitare l’impatto del caro carburanti, dal 19 marzo al 10 settembre il governo italiano è intervenuto con 8 decreti legge e 7 decreti ministeriali, che hanno tagliato le accise su benzina e gasolio (e di conseguenza anche l’Iva). Fino al 17 settembre, con una spesa per lo Stato di 2,16 miliardi di euro.

Ora la prospettiva per la lotta al caro carburanti dovrebbe essere limitata solo agli utilizzatori professionali, dagli autotrasportatori ai tassisti, al settore della pesca e dei traghetti, oltre al mondo delle partite Iva come agenti di commercio e professionisti vari che sono obbligati all’uso dell’auto per il loro lavoro. La politica reclama interventi anche per i redditi bassi e pure per i pensionati, quando per costoro esiste l’alternativa del trasporto pubblico, anche più economico rispetto all’uso dell’auto privata.

Tornando all’analisi dell’Adusbef sul caro carburanti nei vari paesi Ue, emergono forti differenze, complice anche il diverso peso fiscale gravante sulla mobilità. Il Paese dove il gasolio è aumentato di più è la Bulgaria, dove i prezzi alla pompa sono saliti di quasi il 48%, seguita da Repubblica Ceca (+43,7%) e Finlandia (+42,6%). L’unico Stato che registra un prezzo invariato è Malta, che però gode di un regime di listini dei carburanti amministrati, mentre le performance migliori si registrano in Irlanda, con il prezzo del diesel salito solo del 12,5%. Il prezzo più alto è quello praticato in Finlandia, in media 2,477 euro al litro; il più basso a Malta (1,210 euro/litro) e in Spagna (1,785 euro/litro), entrambi due autentici miraggi per i consumatori italiani.

Per la benzina, evidenzia ancora Adusbef, i Paesi che hanno registrato i rincari più pesanti sono Danimarca e Finlandia, dove un litro di verde costa quasi il 36% in più rispetto a fine febbraio. In Italia la verde è aumentata del 23% dall’inizio della guerra (+38 centesimi di euro al litro nel periodo considerato), un dato peggiore rispetto alla media europea, pari al +21% (+35,5 cent al litro in media).

Inoltre per la tassazione sui carburanti, l‘Italia, nonostante lo sconto sulle accise del gasolio, si piazza peggio rispetto alla media europea. In media in Europa le tasse sul gasolio pesano attualmente per il 39,7% sul prezzo finale pagato alla pompa dagli automobilisti: il Paese più virtuoso è la Svezia, dove incidono solo per il 25,8%, al top svetta invece Malta (54,3%), seguita da Belgio (44%) e da Francia, Danimarca, Lituania, Germania, e Italia, tutti Paesi attorno al 43%. Per la benzina le tasse pesano in media in Ue per il 47,6% su ogni litro di verde, con Malta che guida ancora la classifica col 56,3%: l’Italia si piazza al sesto posto con il 51,1%. Il caso di Malta che a fronte della pressione fiscale più alta ha il prezzo alla pompa minore è dovuto al prezzo calmierato, con la differenza che viene sovvenzionata dallo Stato.

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