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Cinque nuovi sottosegretari per il governo Meloni

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Cinque nuovi sottosegretari
I nuovi sottosegretari del governo Meloni: da sx, Alberto Balboni, Paolo Barelli, Giampiero Cannella, Massimo Dell'Utri e Mara Bizzotto.

Hanno giurato nella sala dei Galeoni di Palazzo Chigi i cinque nuovi sottosegretari del governo Meloni, nominati dopo il passaggio in Consiglio dei Ministri. A giurare nelle mani del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sono stati Alberto Balboni (FdI) che andrà alla Giustizia, Paolo Barelli (FI) ai Rapporti con il Parlamento, Mara Bizzotto (Salvini premier) al Mimit, Giampiero Cannella (FdI) alla Cultura e Massimo Dell’Utri (Nm) agli Esteri.

«La nomina di due sottosegretari siciliani è una buona notizia e va accolta come un segnale incoraggiante, soprattutto dopo la sconfitta del referendum sulla giustizia, che in Sicilia ha lasciato più di qualche amarezza» ha dichiarato il deputato all’Assemblea regione Sicilia di Grande Sicilia, Gianfranco Micciché, commentando la nomina di Massimo Dell’Utri e Giampiero Cannella, rispettivamente sottosegretario agli esteri e alla cultura.

«Mi auguro che questa presenza dia nuova linfa alla Sicilia e che non resti solo un fatto simbolico — sottolinea l’esponente siculo -. La nostra terra ha bisogno di rappresentanti che sappiano farsi portatori concreti dei suoi interessi, che portino in dote non solo il nome della Sicilia, ma anche la volontà di battersi per essa».

Sulle nomine dei cinque nuovi sottosegretari interviene anche il segretario federale di “Patto per il Nord”, Paolo Grimoldi: «il Nord è stato penalizzato non tanto nella quantità, ma nella qualità dei nuovi sottosegretari, perché nessuno degli esponenti del Nord che vanno al governo ha come progetto politico di difendere la parte produttiva del Paese, quella che genera gran parte delle entrate fiscali della Nazione che è il Nord. A seguito del tradimento della Salvini premier siamo al record undicennale di pressione fiscale al 42,3%, ma nonostante questo abbiamo scoperto che ancora una volta i conti pubblici non quadrano, anche se migliorano rispetto allo sfascio ereditato dal periodo di governo Cinque stelle, Salvini premier e Pd con sinistre varie».

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