Home Politica Comuni montani ridotti, ma le Regioni hanno autonomia sui fondi

Comuni montani ridotti, ma le Regioni hanno autonomia sui fondi

Calderoli: «gli enti si sono impegnati a tenere conto delle esigenze dei comuni non più inclusi e il passaggio alla nuova classificazione sarà graduale».

274
comuni montani autonomia regioni ordinarie autonomi comitato per l'autonomia Maggiore autonomia autonomia
Il ministro agli Affari regionali e autonomie, Roberto Calderoli.

La “rivoluzione” annunciata dei comuni montani è molto meno sanguinosa di quanto era in partenza, visto che dai 4.000 comuni classificati come tali nella nuova definizione saranno 3.715, ma i comuni esclusi comunque si lamentano, tanto da costringere il ministro agli Affari regionali, Roberto Calderoli, è tornato sul tema nel corso di un “question time” alla Camera dei deputati.

«Il nuovo elenco ricomprende 3.715 comuni montani, a fronte degli oltre 4.000 contenuti nel precedente. I comuni non inclusi non soddisfano le caratteristiche di altimetria e pendenza individuati in attuazione della legge sulla montagna – attacca Calderoli -. Segnalo peraltro che, nella proposta definitiva di classificazione, tali criteri sono stati declinati nel senso di ricomprendere anche comuni con un’altitudine media ridotta (superiore a 350 metri) e una percentuale molto limitata di pendenza, collocati soprattutto nelle regioni del Centro e del Mezzogiorno».

«In ogni caso, la stessa legge riconosce autonomia alle Regioni nell’assegnazione degli stanziamenti, in sede di utilizzo della quota regionale del Fosmit – ha sottolineato Calderoli -. In proposito, con l’accordo richiamato nell’interrogazione, adottato all’unanimità in sede di Conferenza unificata, le medesime Regioni si sono impegnate a tenere conto delle esigenze dei comuni non più inclusi nell’elenco dei comuni montani».

«Rassicuro sul fatto che l’esigenza di gradualità nel passaggio dal vecchio al nuovo elenco è stata particolarmente sentita nel corso delle interlocuzioni con gli enti territoriali; a tal proposito – ribadisce Calderoli – nel menzionato accordo, anche a seguito delle richieste formulate in tal senso dal presidente dell’Anci Manfredi, si è convenuto che le agevolazioni previste a livello regionale o statale continuino a trovare applicazione sino, rispettivamente, alla modifica della normativa regionale e all’esercizio della delega per il riordino di quella statale».

«Quanto poi agli specifici settori che presenterebbero particolari criticità – ha aggiunto il ministro -, in materia di agricoltura le obiezioni spesso si concentrano su agevolazioni contemplate dalla politica agricola comune, ma trascurano il fatto che l’applicazione della nuova classificazione è espressamente esclusa ai fini della Pac, oltre che dell’esenzione Imu per i terreni agricoli. In materia di istruzione, le critiche essenzialmente riguardano il tema del dimensionamento scolastico e della deroga al numero minimo di alunni per classe, tema ripreso anche nella richiesta di informativa urgente formulata nella seduta di ieri. Segnalo che le misure in materia sono già previste dalla normativa vigente e la loro applicabilità prescinde dall’inclusione nell’elenco dei comuni montani, anche in considerazione dell’autonomia regionale nella dislocazione delle istituzioni scolastiche sul territorio».

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie di “Dario d’Italia”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata. 

Telegram

https://t.me/diarioditalia

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/diarioditalia

Facebook

https://www.facebook.com/diarioditalia

© Riproduzione Riservata