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Decreto bollette e la spada di Damocle dell’Ets

Gran parte degli effetti del taglio del costo dell’energia sono legati alla sterilizzazione delle norme sulle emissioni volute da Bruxelles, cardine del “Green Deal”. Protesta il mondo agricolo e delle rinnovabili per il taglio agli incentivi alle rinnovabili.

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Il “decreto bollette” appena approvato in Consiglio dei ministri è sottoposto a una serie di spade di Damocle, la più grande di tutte è legata all’approvazione da parte della Commissione Ue della sterilizzazione parziale dell’Ets, tassa europea sulle emissioni, relativamente alla produzione di energia elettrica nelle centrali a gas, scorporandola dal costo del gas per la produzione elettrica (la misura più importante del decreto) facendola passate non come un aiuto di Stato.

Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha annunciato che nel secondo quadrimestre dell’anno partirà a Bruxelles una trattativa per la riforma dell’Ets che sta gambizzando gran parte della manifattura e che tra poco estenderà i suoi effetti nefasti anche sulla mobilità stradale, imponendo un deciso aumento dei costi del carburante.

Secondo i calcoli di Pichetto Fratin, il “decreto bolletteridurrà del 15% il costo dell’elettricità per le imprese, le quali festeggiano per la limatura delle loro bollette energetiche. Parallelamente il “decreto bollette” ha scaricato una “sòla” in termini di incremento dell’Irap pari al 2% sulle aziende che producono energia rinnovabile, a partire dal mondo agricolo che ha investito sugli impianti di produzione di biogas e biomasse varie. Per Tommaso Battista, presidente di Copagri, «ci sono circa 800 impianti di biogas elettrico condotti da imprenditori agricoli, che potrebbero trovarsi in una situazione di forte difficoltà economica».

«Oggi il 10% dell’energia utilizzata in Italia arriva dall’agricoltura italiana – ha sottolineato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura -. Il rischio è che da qui al 2030 quel 10% non l’avremo più». Protesta anche dalle aziende che lavorano con il fotovoltaico e l’eolico di Energia Futura, le quali hanno aperto anche un fronte sul versante della rappresentanza sindacale di Confindustria, attaccando il presidente Emanuele Orsini, colpevole, a loro dire, di avere tenuto maggiormente le parti delle associate manifatturiere rispetto a quelle energetiche.

Il ministro Pichetto Fratin ha risposto che «si tratta di fare una verifica tecnica sui numeri». Per tagliare le bollette elettriche, il governo vuole non far pagare la tassa sulle emissioni Ets a coloro che producono elettricità col gas. Ma questo meccanismo andrebbe a modificare una tassa della Ue. E Bruxelles potrebbe bocciarlo come distorsione del mercato e aiuto di stato. A decreto appena approvato, la Commissione ha detto che valuterà il provvedimento e darà un giudizio ragionato. C’è poco da stare tranquilli, visto come la stessa Commissione sta tenendo fede alle promesse di dicembre scorso di annacquare i divieti sull’automotive che sono ancora lì belli fermi a causare danni miliardari all’industria e licenziamenti a migliaia tra le maestranze.

«Noi da più tempo sosteniamo che la questione degli Ets debba essere affrontata in modo più serio con Bruxelles – ha spiegato Pichetto Fratin -. Il tema è stato posto al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e al presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha dichiarato che sarà uno dei temi del secondo quadrimestre europeo». Secondo il ministro, grazie al “decreto bollette” «sul prezzo all’ingrosso dell’elettricità possiamo ragionare su un abbassamento per il sistema produttivo dal 10 al 15%». Valutazione condivisa da Confartigianato: «un artigiano potrebbe risparmiare cinquecento euro all’anno sull’energia elettrica, dal 10 al 15%. Sul gas un po’ meno, sui 200 euro».

Confindustria, per bocca del suo presidente Emanuele Orsini, ha ribadito il suo giudizio positivo sul “decreto bollette”: «era importante dare un segnale», aggiungendo che per Confindustria l’obiettivo principale restano «gli Ets, la tassa carbonica, che impatta moltissimo sul costo dell’energia». Ma anche su quello delle materie prime, come acciaio e cemento.

Ma in tema di caro energia, il “decreto bollettefa poco per la stragrande parte delle famiglie italiane che si trovano a fare i conti con bollette mediamente doppie dei loro colleghi europei.

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